Nevč Shalom - Wahat al-Salam, un’oasi di pace

11/10/2011

Omaggio all’omonimo villaggio, creato negli anni ’60 grazie all’iniziativa del padre domenicano Bruno Hussar e che oggi rappresenta un modello di cammino comune, interculturale, nel tentativo di andare oltre i conflitti per promuovere la pace e la comprensione consentendo la completa espressione dell’identità di arabi ed ebrei, il primo romanzo di Nuccio Franco s’inserisce in questa realtà attraverso il racconto di una delicata storia di amicizia e di amore tra persone culturalmente diverse che imparano ad osservare il mondo l’uno con gli occhi dell’altro.
Nuccio Franco, collaboratore di “Quarto Potere” e vincitore di numerosi premi letterari, è da sempre attento problematiche legate all’immigrazione/integrazione sia dal punto di vista sociale che sotto l’aspetto politico e culturale, con particolare riferimento all’Islam. Negli anni ha infatti sviluppato uno specifico interesse per le tematiche concernenti il variegato mondo mediorientale, che ha provveduto ad approfondire in tutte le sue sfaccettature, sotto forma di articoli di commento, cronaca ed interviste. Con una scrittura leggera e scorrevole che rende in pieno, come una serie di fotografie, lo splendore dei paesaggi in cui si intreccia la vicenda di Jan, Saffyya e Yoshua, confeziona un romanzo lieve e al tempo stesso toccante, avvincente e delicato e con grande profondit‡ di sentire. Una storia che si fa simbolo di molte altre.

L'italiano Jan e la musulmana Safiyya sono due amici inseparabili ed il reciproco vissuto è legato da un sottile quanto forte filo conduttore. Insieme,riescono a coronare il sogno più grande ossia contribuire al dialogo nel villaggio di Nevè Shalom – Wahat al-Salam, in Israele.
In questa suggestiva realtà,ebrei e arabi israeliani, musulmani e cattolici, hanno intrapreso un cammino comune nel tentativo di andare oltre conflitti e incomprensioni.
Superare le vicendevoli diffidenze in virtù di un progetto comune, condiviso, frutto della mutua accettazione la base di un sogno. Due popoli, una sola volontà: la pace.
Jan decide così di vivere quell’esperienza con lei, certo che saprà condurlo con occhi di donna sulla strada della reciproca accettazione con la sensibilità di cui solo lei è capace.
Raggiungono Yoshua, uno dei volontari e compagno di Safiyya, ebreo con alle spalle un passato turbolento che li aiuterà ad inserirsi nella nuova realtà. Il vissuto di questi non aveva però impedito il nascere di un amore puro e sincero. Presto,le vite dei tre cominceranno ad intrecciarsi ed il rapporto a consolidarsi attraverso le esperienze quotidiane. La visita di Beer Sheba, di Hebron, la nuova Berlino, l’incontro con l’anziano signore che aprirà loro il proprio cuore raccontando ad essi della nipote che aveva intrapreso la strada senza ritorno del martirio, la visita di Gerusalemme che guardano attraverso gli occhi e la fede dell’altro e l’esperienza al villaggio saranno tutti elementi che trasformeranno il loro rapporto in un’amicizia senza eguali, scevra da pregiudizi.
Il tormento dell’uno è quello dell’altro così come la gioia o le difficoltà li renderanno coscienti del proprio ruolo, consapevoli della necessità di un processo che vada oltre il rispettivo vissuto e credo e li trasformerà in un unicum indivisibile.
Il darsi incondizionatamente agli altri farà maturare in essi una nuova consapevolezza e li porterà a guardare al futuro in maniera diversa, con rinnovato ottimismo nelle capacità degli uomini.
Trascorrono i mesi e per Jan giunge il sofferto momento del commiato alleviato parzialmente dal pensiero che, ormai, le loro vite non si sarebbero mai più separate.
Rientrato a Roma, dopo alcune settimane Jan riceve una lettera da Safiyya; si erano trasferiti in Marocco e li avevano ricominciato una nuova vita, sostenuti dall’amore e dal rispetto reciproci. E da un figlio, coronamento di un amore che va oltre i pregiudizi.
 
“Credo che Nevè Shalom sia un esempio di come sia possibile un percorso che vada oltre ancestrali pregiudizi e che consenta un dialogo reale, necessario soprattutto in un momento in cui si acuiscono conflitti e tensioni. – dice l’autore - Spero di contribuire, in questo modo e nel mio piccolo, a diffondere un messaggio positivo nel quale credo fermamente e l’insegnamento di quanti lavorano quotidianamente ad un progetto unico che a mio avviso va incoraggiato nella speranza che esperienze del genere possano essere replicate.”
Il libro è disponibile nelle librerie e anche in e-book all’indirizzo  www.colibrigds.com Gran parte degli eventuali introiti della vendita saranno devoluti al villaggio ed in particolare al sostegno del sistema educativo binazionale dove bambini arabi ed ebrei, da 0 a 12 anni, sono educati insieme alla tolleranza.

L’Autore:
Nuccio Franco, nato a Napoli, il 16 gennaio 1969, laureato in Giurisprudenza. Giornalista freelance, attualmente svolge attività di Comunicazione ed Ufficio Stampa in ambito imprenditoriale. Collabora con testate giornalistiche locali e nazionali (Agenzia Radicale, Medarabnews, Il Mediterraneo) riviste letterarie e musicali (Liberolibro, Quartopotere) organismi di cooperazione e turismo responsabile. Si occupa delle problematiche concernenti il mondo dell’Islam e dell’area mediorientale. E’ stato vincitore della sezione narrativa inedita del Premio letterario “Firenze per le culture di Pace 2010” dedicato a Tiziano Terzani.

Titolo: Nevè Shalom – Wahat Al – Salam
Autore: Nuccio Franco
Editore: GDS Edizioni
Prezzo: € 9
Genere: Narrativa
Codice ISBN : 978-88-97587-16-3
Data di pubblicazione: Settembre 2011
Pagine: 70

Gabriella Aguzzi