Otto donne e un mistero

03/05/2008

Brillantissime, amiche nella vita (come dichiara un�esuberante Corinne Clery), jene sulla scena: sono le otto donne della commedia in giallo di Robert Thomas in scena al Teatro San Babila di Milano. Gli ingredienti sono quelli del giallo classico: una camera chiusa, una casa isolata dalla neve, ognuna delle sospettate con qualcosa da nascondere e su cui mentire attorno ad un mistero che s'infittisce. Sfociano odio, rivalse, torbidi segreti, mostrando un campionato di umanità nera riunita in un interno borghese, un gruppo di famiglia subdolo e perverso. Ma il tutto raccontato col tono incalzante e brioso della commedia, che graffia e diverte con accenti di humor nero, esaltato dalla recitazione brillante delle sue interpreti. Reso celebre dal film di Francois Ozon, "Otto donne e un mistero", nella regia di Claudio Insegno, rimanda al film nella caratterizzazione delle protagoniste e nella ipercolorata vivacità dei costumi, fortunatamente senza insistere troppo sui poco felici inserimenti musicali. In questo inferno femminile primeggiano un'esilarante Eva Robin's, che ripercorre le orme di Isabelle Huppert nel ritratto di una zitella acida e complessata, Corinne Clery, che dà al personaggio appartenuto alla sofisticata Fanny Ardant un'impronta più allegra, popolare e folle, e la sempre perfetta Elsa Martinelli. Guida il gruppo Caterina Costantini, mentre Mimma Lovoi, Tiziana Sensi, Beatrice Buffaldini e Sara Greco completano il nido di vipere. Un intreccio alla Agatha Christie con dialoghi alla George Cukor e riferimenti all?Alfred Hitchcock di "La congiura degli innocenti", per usare le stesse definizioni del regista. Uno spettacolo sgargiante che si diverte a giocare coi luoghi comuni del giallo per stravolgerli con giocosa cattiveria. Al Teatro San Babila fino al 9 marzo.

Gabriella Aguzzi