Amleto

03/05/2008

Dopo "Traviata" Lella Costa prosegue la sua rivisitazione dei grandi classici e approda al classico per eccellenza: Amleto. Ad un pubblico che ancora confonde il monologo del "to e or not to be" con quello sul teschio di Yorik trova doveroso raccontare la storia, in uno scorrevole e divertente riassunto inframmezzato dai suoi commenti e riflessioni e secondo il suo stile ben noto. Con molta verve e molto pathos, passeggiando da sola lungo le assi nude di un palcoscenico molto "elisabettiano", Lella Costa passa rapida da un personaggio all'altro, caratterizzandoli immediatamente con pochi indovinati tocchi, dalle pagine di Shakespeare alle proprie, getta qua e là qualche delucidazione storica, fa i suoi pezzi di bravura, ironizza e, in meno di due ore, ci ha raccontato e interpretato la tragedia immortale. Ma forse questa volta mette meno di suo e meno comicità: c'è già un testo splendido a parlare e nel quale è già stato detto tutto. Il resto è silenzio. Al Teatro Carcano di Milano fino al 10 febbraio.

Gabriella Aguzzi