Improvvisamente l'Estate Scorsa

08/05/2011

Improvvisamente l’estate scorsa Sebastian, il figlio venerato da Mrs. Venable, morì misteriosamente. In un giardino giungla del Garden District di New Orleans, la madre, morbosamente ancorata al suo ricordo, convoca un medico perché faccia lobotomizzare la nipote, unica testimone di quella morte e da allora vittima di una visionaria follia che infanga la memoria di Sebastian. Ma il medico, anziché indurla al silenzio, vuole che emerga l’orrore di ciò che realmente avvenne laggiù, a Cabeza de Lobo, l’estate scorsa....
Nel centenario della nascita di Tennessee Williams, Elio De Capitani gli rende degno omaggio con l’inquietante quanto suggestivo allestimento di “Improvvisamente l’estate scorsa” all’ Elfo Puccini (in scena fino al 29 maggio) al quale farà seguito dal 31 maggio al 2 giugno “La Discesa di Orfeo”. E ne rispetta il clima morbosamente selvaggio, l’oscurità dei segreti, l’ambiguità, la crudeltà del perbenismo opposta alla crudeltà della natura, l’orrore occultato e la serpeggiante follia, tutti temi prepotentemente presenti nell’opera di Tennessee Williams e occultati dalla censura nel suo destino cinematografico, traducendo sulla scena un giardino sommerso da una cupa vegetazione equatoriale, dove la natura dà libero sfogo alla sua asprezza, percorso da un vagare di luci e ombre e dalle grida stridule di rapaci, simili alle urla dell’anima dei protagonisti, imprigionati in quel quadro morente.
L’Autore di intensi drammi familiari che traggono una forza ancor più misteriosa dalle atmosfere del Sud in cui sono calati, con questa pièce lascia esplodere un orrore interiore e represso che si distacca dalle tonalità malinconiche dello Zoo di Vetro per assumere sembianze più mostruosamente primitive e feroci. Nella prima parte a troneggiare è Mrs. Venable, madre cieca e rapace che nega le pulsioni del figlio perduta nel ricordo di un’odissea vagabonda con la quale lo ha con prepotenza unito a sé in un legame malato, poi la confessione di Catherine prende il sopravvento e l’atrocità del suo racconto si fa speculare all’orrore della Natura osservato da Sebastian e dalla madre sulla spiaggia delle Galapagos, in un’altra estate. Sebastian, il grande assente, il cui spettro è il vero protagonista dell’opera, immola se stesso dopo aver visto il cuore di tenebra nell’orda nera e affamata, prima dei falchi in picchiata, poi dei ragazzi nudi delle favelas. La potenza delle parole di Williams evoca visioni terribili senza mai muoversi da quel giardino urlante.
Se al Cinema, dicevamo, ogni ambiguità dell’opera di Williams veniva edulcorata (si pensi all’evirazione al termine di La Dolce ala della Giovinezza che nel film si traduce in sfregio) e nemmeno la versione cinematografica di Improvvisamente l’Estate Scorsa, con una fulgida Liz  Taylor, ne fu risparmiata, alludendo solo vagamente all’omosessualità di Sebastian e velando l’egocentrismo del rapporto edipico, la regia di De Capitani si abbandona invece con violenza emotiva ai mostruosi fantasmi evocati dalle sue parole. E la rivelazione finale di Catherine provoca un autentico brivido.

Improvvisamente l’estate scorsa
Al Teatro Elfo Puccini di Milano dal 3 al 29 maggio
Regia di Elio De Capitani
Traduzione di Masolino D’Amico
Scene di Carlo Sala
Costumi di Ferdinando Bruni
Con: Cristina Crippa (Mrs. Venable, Elena Russo Arman (Catherine Holly), Cristian Giammarini (Dottor Cukrowicz), Corinna Agustoni (Mrs. Holly), Edoardo Ribatto (George Holly), Sara Borsarelli (Miss Foxhill/ Suor Felicity).

Gabriella Aguzzi