Da Lella Costa a Paolo Poli, Milano si diverte

28/01/2012

Ottantun’anni e una carica frizzante e inesauribile di energia e di vitalità. Paolo Poli torna sulla scena milanese dell’Elfo Puccini con “Il Mare”, spettacolo di cui è autore, regista e interprete e dove, in un caleidoscopio di colori, accompagnato dalla sua inseparabile Compagnia, cambiando vorticosamente volti, costumi, personaggi e sesso, ripercorre, attraverso i racconti di Anna Maria Ortese che fanno da filo conduttore e canzonette d’epoca, un’Italia che va dagli Anni Trenta ai Settanta fornendone un gustoso spaccato. Dopo Palazzeschi, Parise e la Cederna è dunque la volta della Ortese, ma alle sue struggenti nostalgie Paolo Poli mescola un variopinto carosello in cui regna quale indiscussa soubrette.
Piccole storie di gente comune raccontate con ironia agrodolce e stralunati personaggi femminili si susseguono tra scintillanti travestimenti (i costumi sono di Santuzza Calì, le scene di Emanuele Luzzati), fino agli attesissimi e scoppiettanti bis finali.

Si conclude intanto, al Teatro Carcano, lo “spettacolo antologico” di Lella Costa “Arie”. L’attrice sciorina senza pause il meglio del suo ricco repertorio, da “Mal Sottile” a “Traviata”, da “Alice” ad “Amleto”, affabula parole, passando da un monologo all’altro con una carica travolgente, come se tutto il suo bagaglio teatrale fosse modulato su uno spartito musicale. Il titolo “Arie” arriva appunto da qui (e Lella Costa fa il trionfale ingresso in scena in veste di cantante), inseguendo la costante musicale dei suoi spettacoli, la presenza di una colonna sonora e di una scansione ritmica dei brani. Ma proprio nell’ esile filo conduttore sta il punto debole di uno spettacolo, comunque divertente e godibilissimo. La forza dei testi di Lella Costa sta infatti nella matrice letteraria, che analizza, stravolge ed usa ad ironico pretesto per considerazioni graffianti, irresistibili e spesso anche dolorose. Ma qui regna la sensazione che li abbia voluti in qualche modo riunire in attesa di qualcosa di nuovo produrre. Resta la straordinaria performance d’attrice, che non delude mai e strappa l’applauso.

Gabriella Aguzzi