L el d de mort, algher!

05/10/2014

Molti saranno gli eventi destinati a ricordare il Centenario della Grande Guerra. A dare l’inizio è il Teatro Menotti con uno spettacolo tutto milanese che prende il titolo da Delio Tessa, L’è el dì de mort, alégher!, e mescola poesie e canzoni passando dai navigli alle trincee. Uno spettacolo toccante che alterna le voci di Marco Balbi e Alarico Salaroli, accompagnati dalla fisarmonica di Alberto Faregna, e riunisce il pubblico attorno ad un tavolo dove, sparpagliati, stanno i ricordi polverosi e ingialliti della Grande Guerra, lettere, vecchie foto, testi di canzoni, elmetti militari. Come una trincea dopo la devastazione. E attorno a quel tavolo i due attori mescolano i versi di Delio Tessa a testimonianze laceranti, canzoni dissidenti che dicono no alla guerra, versi arrabbiati. Enzo Jannacci, Boris Vian, Carlo Salsa, Emilio Lussu, Corrado Alvaro, Oh Gorizia tu sei maledetta, Non ti ricordi quel mese d’aprile quel lungo treno che andava al confine.... Il pubblico è invitato a unirsi al coro, a quella malinconia che si leva a raccontare la solitudine del combattente.... E dalle trincee fa da controcanto la Milano attraversata in tram da Delio Tessa a cui giunge l’eco delle battaglie lontane e che prova a sopravvivere. Il poeta la descrive in un disperato miscuglio di tragico e comico, tale è la sua commedia del vivere: l’è el dì de mort, alégher!
Lo spettacolo, diretto da Emilio Russo e Caterina Spadaro, è in scena al Menotti fino al 12 ottobre. Al termine è servito il rancio: minestrùn e un bicier de vin negher. Per citare un altro indimenticabile tributo alla Grande Guerra si ricordi la battuta di Sordi nell’immenso film di Monicelli: “Com’era il Rancio?” “Ottimo e abbondante”.

Gabriella Aguzzi