I Ponti di Madison County

17/01/2010


Impresa ardua quella di misurarsi con un film ineguagliabile (a mio giudizio uno dei più bei film d’amore di tutti i tempi) come quello di Clint Eastwood, un film fatto di atmosfere, che tocca le corde segrete della commozione e incentrato su due interpreti grandiosi come Eastwood e Meryl Streep. Per questo lo spettacolo in scena al San Babila di Milano con la regia di Lorenzo Salveti non sceglie la via dell’imitazione ma una chiave diversa e si sviluppa attraverso il racconto della storia, i quattro splendidi giorni d’amore nella vita di Robert Kinkaid e di Francesca ormai lontani nel tempo, evocati da diari, lettere, voci perdute. E’ Francesca a narrarne la maggior parte, i primi turbamenti all’arrivo del fotografo che ha con sé la polvere delle strade e il segreto di mondi lontani e irrompe con un fascino mai invadente nella sua vita di casalinga che ha messo da parte tanti sogni, ma alla sua si uniscono la voce del Narratore e quella dei figli che leggeranno anni dopo le loro confessioni segrete. E si uniscono, come altre voci narranti che richiamano il passato, le musiche, le immagini dell’arrivo in auto alla Madison County, la violenza stessa dei ricordi.
Vi era stata tre anni fa una messa in scena a Parigi, con la celebre coppia Alain Delon e Mireille Darc, ma questa aveva prediletto la vicenda tra i due e si concentrava sul loro incontro e la loro separazione, mentre lo spettacolo interpretato da Paola Quattrini e Ray Lovelock si presenta come un lungo e frammentato flash back.
La storia è nota a tutti: il misterioso visitatore giunto nel cuore di una torrida estate a fotografare i ponti coperti di Madison County manda in schegge il piccolo mondo a cui Francesca restava aggrappata e che ricompone con un sacrificio, perché il ricordo di quei quattro giorni perduti non vada perduto nel peso del rimorso, mentre Robert esce dalla sua vita con la consapevolezza che un amore così si trova una volta sola nella vita. Nel momento appassionato del distacco Paola Quattrini dà il meglio di sé, regalando un brivido in platea.

Gabriella Aguzzi