Johnny Depp, Turista non per caso

16/12/2010

Il divismo non è più quello di una volta, ma i nomi di Johnny Depp e Angelina Jolie sono ancora  in grado di smuovere orde di giornalisti e procurare scene di delirio tra i fans. In mezzo a tanto clangore, il “gigante buono” Florian Henckel von Donnersmarck, regista  a cui è bastato un solo film per raggiungere oscar e gloria, se la gode. Così sotto il sole di Roma si accalca la folla, mentre la stampa aspetta lungamente: 2 ore di posticipo e una ulteriore di ritardo. L'occasione è la presentazione di “The Tourist”, film di genere spionistico con toni di commedia girato nella romantica Venezia.
Raccontarne la trama senza svelare i colpi di scena è piuttosto complicato, diciamo che ha a che fare con furti, gangster, interpol e scambi di persona

Atmosfere e dialoghi sono molto sofisticati e scintillanti, come nella vecchia serie dell'Uomo Ombra
FD:  Grazie per il complimento contenuto nella domanda: volevo proprio che ci fosse qualcosa di tenero, elegante, come nel cinema di un'altra epoca. I personaggi non si rimproverano mai, nessuno alza i toni, tutto fluisce in maniera molto soft. Non volevo citare direttamente quei film – che non avevo nemmeno visto: me li ha regalati Johnny a fine riprese – ma quando cerchi lo charme ti ritrovi per forza nel passato. Il fascino della parola Hollywood si ricollega a film come questi. In realtà è un brutto quartiere, che ha sempre meno a che fare col cinema, ma la parola è sempre ricca di fascino, e quando vedo la scritta lì sui monti mi balza il cuore in petto perché penso a quei vecchi film. Il cinema hollywoodiano di oggi, con camion che si trasformano in robot, non mi interessa, ma quello di un tempo....!
Anche attori come Timothy Dalton o Steven Berkoff richiamano quel vecchio charme...
FD: Timothy Dalton e Steven Berkoff mi piacciono perché san fare il cattivo senza smettere di essere gentlemen . Berkoff mi aveva colpito da ragazzo in Beverly Hills Cop, poi è sparito, inghiottito dal teatro, dove l'ho ritrovato recentemente nella Metamorfosi di Kafka: uno che passa dalla cultura popolare a Kafka è l'attore che fa per me! Mi hanno accusato di genuflettermi davanti agli attori: è vero, con persone così di qualità. Angelina Jolie e Johnny Depp per me non sono delle star, ma dei grandi interpreti. Quanto agli italiani, Christian de Sica mi ha colpito per il mix di eleganza e umorismo, e ci siamo divertiti moltissimo a lavorare con lui. Alessio Boni mi ha “sedotto” nella “Meglio gioventù”: quando l'ho visto ho pensato, se girerò in Italia lo voglio nel cast. E poi adoro Neri Marcorè perché quando imita i politici lo fa con grande intelligenza interpretativa
A proposito di attori, come è stato per Johnny Depp calarsi in un personaggio dall'apparenza così ordinaria?
JD: Sì, è un personaggio molto diverso da me, che ho messo a punto accuratamente con Florian. Deve apparire uno più che normale, attirato dalla simmetria, dalla pulizia, la tecnologia: uno col bagaglio ordinato, un look ordinario, che cerca di non farsi notare. Mi ricorda un po' una persona di mia conoscenza, che gira per il mondo e fotografa soltanto oggetti, insegne di negozi ecc che contengono il suo nome. Le piccole manie delle persone quadrate...
E la cosa l'ha divertita o preferisce i ruoli istrionici?
JD: Ho recitato sia ruoli sotto che sopra le righe, grazie ai grandi registi con cui ho lavorato, e come farlo dipende da quel che è richiesto dal copione e dalla regia: il ruolo dell'attore è fare ciò che viene chiesto, e  raramente mi sono trovato in disaccordo con l'autore, andando un po' oltre perché sentivo che andava fatto così. È brutto quando accade, perché sai di essere stato assunto perché il regista ti ha visto altrove e si fida di te, sei tenuto a dare il tuo meglio. Fortunatamente questa volta è andato tutto bene, io e Florian avevamo la stessa visione del personaggio, e anzi è stato molto generoso ritoccandolo un po' per adattarlo meglio a me. Certo è una sfida e una fatica maggiore non eccedere e restare sottotraccia, ma ti dà anche una maggior soddisfazione: in questo caso è stato interessante trovare qualcosa di particolare nella normalità
Tornerà mai alla regia?
JD:  Se tornerò a girare userò un altro attore, non starò più davanti e dietro la cinepresa, è troppo duro fare entrambi i lavori
Uno dei protagonisti di questo film è Venezia....
FD
: Esattamente. Avevo bisogno di un posto affascinante quanto gli altri protagonisti, e non poteva che essere Venezia. Volevo un luogo in cui il mondo fosse visto con le lenti rosa, che illuminasse di gioia gli occhi degli attori, e ho avuto la fortuna di poter girare tutto lì, non solo qualche ripresa esterna, ma anche gli interni.  Quando penso a Venezia ho quasi l'impressione che non esista, non può essere vera... ho anche vissuto 5 mesi a Venezia, ma credo che sia stato un sogno.
JD: Già vivere a Venezia è un privilegio per chiunque, ma è ancor più un regalo per un attore: recitare in questi luoghi magici è una meraviglia, ti aiuta tantissimo. Il solo lato negativo sono stati i paparazzi che inseguivano Angelina dovunque e han reso un po' faticosa le riprese e la vita quotidiana, ma la città è di una tale magia e bellezza... Era incantevole girovagare di notte per le calli e i vicoli, assaporarne le poesia....

Leggerezza, raffinatezza, magia... fa abbastanza specie che l'autore di questo film sia Florian Henckel von Donnersmarck, il regista rivelazione dello splendido e doloroso “Le vite degli altri”
FD: Volevo fare un film che mettesse la gente di buon umore e facesse passare due ore spensierate: avevo appena finito la sceneggiatura per il mio prossimo film, una cosa molto cupa, che parla di suicidio, e avevo bisogno di staccare la spina, di pensare positivo e festeggiare la bellezza del mondo e la leggerezza. Molti critici in patria sono rimasti delusi perché da me si aspettavano qualcosa di serio, ma io non sono sempre triste!

E così ne è venuta fuori una divertente, ironica, ritmata “romantic spy story” che strizza l'occhio a film come “Sciarada” o al cinema di Hitchcock (“Intrigo Internazionale” e “Caccia al ladro” su tutti). Se la credibilità è qualcosa che non è nemmeno lontanamente ricercata, fa parte delle regole del gioco. Purtroppo però dobbiamo accordarci almeno in parte alle critiche tedesche, perché il risultato è  comunque inficiato dall'eccessivo glamour di protagonisti e location, dagli stereotipi di lusso e l'aria costante da “product placement”, e dalla paccottiglia hollywoodiana, cameo italiani pseudo comici e inseguimento in motoscafo compresi. Quanto agli interpreti, sicuramente meglio i comprimari (Paul Bettany, il citato Steven Berkoff). Angelina Jolie, in versione Bond Girl, è bella e statica quanto una mummia egizia e Johmmy Depp, col volto gonfio di botox, è misurato e simpatico quanto basta (meglio sottotraccia che sopra le righe!), ma non regge il confronto con un Cary Grant. Resta comunque il buongusto di cui abbiamo parlato. E il massimo dell'erotismo è un bacio
Ma non doveva esserci una sequenza bollente sotto la doccia? È stata tagliata o non è mai esistita?
FD: Macché, è tutta una vostra invenzione!
Imbarazzo della conduttrice dell'incontro Piera Destassis, direttore di Ciak, che a quella scena ha dato molto credito....
JD: Ah, ma sì! La scena tra me e Christian de Sica!
Tornando seri: il film è candidato a 4 Golden Globe per la sezione commedie, e uno di questi è per Johnny Depp. Johnny è anche candidato, sempre come attor “comico”, per “Alice in Wonderland”. Che effetto le fa?
JD: Stranissimo, è una cosa assurda essere in competizione con se stessi! E comunque, anche se sono ovviamente onorato e commosso per queste nomination, trovo sbagliato il concetto di competizione davanti a delle opere d'arte

Elena Aguzzi