Bisio dà il Benvenuto al Nord

18/01/2012

Con Claudio Bisio un’intervista si trasforma in uno show vulcanico. Senza un attimo di tregua l’attore inanella battute, conta in giapponese per raccontare che è cintura nera di karaté, passa il microfono ai giornalisti per sondare chi tra i presenti è veramente di Milano, prega (invano) per il suo Milan alla vigilia del derby.
Il successo di “Benvenuti al Sud” ha generato il sequel, attori e regista, ormai amici affiatati (“solo che quando Siani parla, nella vita, proprio non capisco cosa dice, spesso Miniero gli diceva: falla più comprensibile”), hanno rimesso insieme la squadra vincente ed ecco l’atteso “Benvenuti al Nord”. Il nome di Dany Boon è rimasto, ma il capitolo 2 non è più un remake che traduce la situazione francese in quella del nostro nord-sud, ma una storia tutta nuova. Le idee? Stavolta è Mattia (Alessandro Siani) ad essere trasferito al nord, nell’attivissima ed efficiente Milano, e a scontrarsi con altri luoghi comuni, con una produttività che inizialmente lo lascia smarrito e poi lo trasforma. Insomma, il gioco è ribaltato, ma c’è dell’altro: il gruppo di Castellabate li raggiunge e crede che la Milano che si presenta sia tutta una sceneggiata, le coppie vanno in crisi, irrompe un’irresistibile suocera interpretata dalla stessa Finocchiaro (“sono doppiamente parente con Claudio, moglie e suocera”) e tra i due protagonisti nasce una nuova amicizia, tanto che il film perde la coralità del precedente per puntare tutto sulla coppia comica Bisio-Siani, l’iperattività frenetica di uno contrapposta alla pigrizia infantile dell’altro.
“C’è un discorso più complesso, in fondo la tesi di Benvenuti al Sud era semplice, qui c’è di più che dire: il Sud non è tutta camorra. - dice il regista Luca Miniero –  E poi i Sud di Benvenuti al Sud era un paesino, non Napoli, qui invece siamo a Milano e la storia è diversa. C’è uno sguardo sul Nord più vero e mi piace mettere a fuoco la bellezza di Milano, questa Milano che alla ricerca del progresso e concentrata sul lavoro offre a tutti un’opportunità. Trovo poi molto divertente giocare con gli stereotipi per lavorare sulla caratterizzazioni delle persone e dei popoli. Sono stereotipi sorridenti, la fissazione per l’agenda, l’ossessione per la seconda casa, gli innumerevoli tipi di caffé.”

“Bisio, quando ti sei detto: Milano è davvero così? E quando: questo è troppo!”
E’ vera la modernità di Milano che travolge la vita un po’ arcaica di Mattia. In fatto di ingegnarsi e sudare abbiamo qualcosa da insegnargli. Non è vero che siamo inospitali, ma mi hanno convinto che nella scena in cui Mattia arriva a casa nostra e nessuno vuole ascoltare le sue pene amorose è così non perché siamo milanesi, ma perché siamo distratti dalle nostre crisi personali”.
La Milano di Benvenuti al Nord è una Milano che cuce insieme tanti scorci diversi, unisce vari set mescolandovi anche delle sequenze a Lodi (e le scene nell’ufficio postale di Castellabate sono state girate alle Poste di Piazzale Cordusio), avvicina i nuovi palazzi di zona Garibaldi ai cortili e alle case a ringhiera dell'Isola. “Volevamo raccontare la Milano dei grattacieli e quella delle latterie – dice Bisio – e alcuni angoli Miniero li ha fatti scoprire a me, che abito a Milano da anni! In compenso io gli ho fatto conoscere il baretto degli alpini all’Ortica”.
New entry nel cast uno strepitoso Paolo Rossi.
“Com’è stato il ritorno con Paolo Rossi, dopo i tempi del Teatro dell’Elfo?”
Grandioso. Ci siamo divertiti come ai tempi di Comedians. Paolo Rossi improvvisava battute, come ‘Colombo, segua Volpe!’ e non riuscivamo a trattenerci dal ridere”
Bisio, che Angela Finocchiaro definisce “un vero artigiano del mestiere d’attore, che lavora accanitamente su un pezzo fino a stordirci, con grande attenzione e scrupolosità” ha tra i titoli preferiti della sua carriera “Si può fare”, che per lui ha significato una svolta, e a teatro lo spettacolo di Pennac. “Non c’è solo la commedia. E non voglio replicarmi mai. Non avete idea del numero di copioni che arrivano proponendo altre storie su nord e sud!” Anche se il film si chiude ironicamente con i due attori che leggono, litigando, il copione di Benvenuti all’Est. “E se includiamo, il nord ovest, il sud est ecc. abbiamo materiale per almeno otto titoli!”

Gabriella Aguzzi