La nuova semplicitÓ di Virzý

12/10/2012

“Volevamo stupirci con una specie di nuova opera prima, ricominciare da capo cercando una grazia più semplice” spiega Paolo Virzì. E così ecco “Tutti i santi giorni”, una storia d’amore tenera e ironica tra due persone che più diverse non possono essere: lui dolcissimo, colto, un po’ imbranato, immerso nella storia antica, lei inquieta, irritabile, grezza, con un passato di musicista. Una coppia appassionata che il desiderio inappagato di avere un figlio porta sull’orlo della crisi.
“Ma non è solo un film su una coppia che non riesce ad avere un figlio o una storia d’amore tra due persone diverse – precisa la protagonista femminile, Thony, nome d’arte di Federica Victoria Caiozzo, autrice anche delle musiche e delle canzoni del film – C’è una magia particolare nella sua semplicità, è per chi vedendolo vuole mettersi in contatto con una parte nascosta di sé”.
Questa semplicità magica di cui regista e attori parlano è il segreto del film, gradevole, delicato, sorridente, giocato sulla grazia dei dialoghi proprio alla maniera del primo Virzì, quasi un ritorno alle origini, e sull’energia degli attori, un timido Luca Marinelli e un’esuberante Thony, che danno vita all’affiatamento di questa coppia di opposti. Racconta Virzì “A volte ci annoiamo di noi stessi, e ci piace esplorare. Siamo sempre stati all’ombra di una tradizione che ritenevamo di onorare mettendoci il nostro gusto, ma sempre con quella scuola solida come supporto, quella bottega artigianale classica di cui siamo devoti allievi. Ma poi ci viene voglia di esplorare. E così, dopo La prima cosa bella, che era un melodramma tradizionale e in cui credo che a volte si senta la mano del regista che prende per il bavero lo spettatore e dice ‘ma perché non piangi, non ti fai commuovere?’, mi sono detto: ricominciamo da capo, sfrondiamo, cerchiamo una specie di purezza, un nuovo tipo di grazia, suonando poche note, e vediamo se la semplicità non è ancora più emozionante”.
Tutti i santi giorni si ispira liberamente al romanzo “La Generazione” di Simone Lenzi, che con Francesco Bruni e lo stesso Paolo Virzì, è anche sceneggiatore del film. “E’ stata un’esperienza molto bella e felice – dice – Paolo è capace di cambiare continuamente, liberandosi dalla narrazione complessa per dare spazio alla bellezza dei personaggi. Porta la commedia italiana in una direzione nuova sganciandola dalla satira, il cinismo, i personaggi grotteschi, ma portandola in una dimensione più vera”.
“E’ la mia prima esperienza cinematografica – dice ancora Thony – e c’è stata una sinergia totale”. Luca Marinelli, dopo il debutto in “La solitudine dei numeri primi” e il malinconico personaggio del transessuale di “L’ultimo terrestre”, rivela un nuovo lato di sé nella commedia, con questo tenerissimo e goffo innamorato. “In questa storia d’amore ho avuto la possibilità di sperimentare a pieno questo lato comico che comunque cerco sempre”.
“Il gioco era entrare dentro l’anima di questi due personaggi – conclude il regista – domandarsi se è lei che salva lui o lui che salva lei. Certo lei è un po’ insopportabile, ma porta il fuoco nella vita di lui”.

Gabriella Aguzzi