Incontro con David Lynch

01/01/2008

Il David Lynch pittore che vedremo in mostra alla Triennale di Milano fino al 13 gennaio è, come il David Lynch regista, trasmettitore di angosce, visionario creatore di incubi. Eppure il David Lynch che a Milano ha inaugurato la Mostra è una persona, oltre che squisita e gentile, anche rassicurante e assolutamente felice. Un colpo di scena per chi si attendeva l’incontro con un artista tormentato. Il segreto, racconta, l’ha scoperto nella meditazione trascendentale.
Ho sempre sentito dire che la felicità non è fuori di noi, ma dentro di noi ma non è stato spiegato questo segreto. L’ho cercato a lungo e l’ho trovato nella meditazione trascendentale. Ognuno di noi ha un mantra e ci è insegnato come utilizzarlo. Dalla prima meditazione è stato come se avessero tagliato improvvisamente i cavi di un ascensore. E’ stata un’esperienza sorprendente, perchè quando si trascende si fa esperienza del livello più profondo della vita, è la macchina che ti porta a questo livello profondo. Trovi ovunque beatitudine e felicità, la creatività infinita, il potere infinito, la pace infinita, tutta la negatività sparisce, apprezzi sempre di più la gente, la vita, si ha una visione sempre più ampia e facendo questo trovi una felicità enorme”.
Lynch ritiene che anche le sue opere abbiano tratto maggiore energia e forza da questa rivelazione. “Prima della meditazione avevo molte paure e ansietà che non mi permettevano di realizzare un’opera completamente. Si ha sempre l’idea dell’artista che soffre nel suo abbaino perché in fondo gli piace avere un lato malinconico, malato, sofferente. Molti vogliono che il loro lavoro sia influenzato dalla propria ansia. Ma quando fai un’esperienza così hai molta più energia e potere. Io penso che l’ansietà e la sofferenza restringano la capacità creativa, ma tolto il peso della negatività si può lavorare in totale libertà. Si può avere anche una rabbia positiva
“Eppure il suo Cinema e tutta la sua Arte sono sempre pervasi da incubi e inquietudini. Come combina questo con la felicità interiore di cui parla” gli chiediamo.
Sì, molti mi chiedono: se sei così felice come fai ad essere così dark?Tutte le opere rispecchiano il mondo e l’epoca in cui viviamo e le storie derivano dalle idee che ricaviamo da questo mondo. L’artista non deve necessariamente soffrire per mostrare la sofferenza. Si può essere felici del lavoro che si sta facendo, ma si può provare sofferenza nella storia. Nell’arte ci devono essere contrasti e sofferenze, l’importante è lasciarli sulla tela e sullo schermo, perché più si soffre meno si può realizzare”.

Lynch, che all’inaugurazione della Mostra ha offerto a sorpresa un concerto alle tastiere, mostrando anche il suo volto di musicista, parla ancora della Musica nel Cinema (“Suono e Musica sono gli elementi fondamentali nel Cinema, si cerca di fare in modo che si mescolino alle immagini e quando si sposano è una rivelazione”), di come, pittore, ami trasfigurare i corpi (“Quando vedi un corpo e la luce che vi cade, le cose possono diventare magiche. E a volte distorcere qualcosa non solo lo fa apparire più bello, ma permette di vedere di più”), del ricorrere del motivo del Tempo (“Mi piacciono gli orologi, i loro meccanismi, il modo in cui misurano il tempo. Mi piace molto l’idea del Tempo, nel Cinema è un elemento molto importante. E anche il tempo meteorologico ha la sua influenza. Amo la primavera e l’inizio dell’estate, la luce che c’è a Los Angeles in quei giorni”). E racconta il suo passaggio dalla pittura al cinema. “Ho sempre desiderato essere un pittore e ho frequentato una scuola d’arte. Poi, mentre guardavo un dipinto, ho sentito il vento venire dalla tela e ho visto il verde e il nero muoversi e così ho deciso di fare un quadro in movimento e così, dopo una serie di vicissitudini positive, è iniziato il mio amore per il Cinema. Tutto comincia sempre da un’idea, senza un’idea non sapremmo cosa fare. Le idee sono lì e ogni tanto catturiamo qualcosa di cui ci innamoriamo. Siamo fortunati ad avere delle idee, come siamo fortunati quando peschiamo un pesce”.

Nella foto: David Lynch alla Mostra alla Triennale “The Air is on Fire” (foto di Gabriella Aguzzi)

Gabriella Aguzzi