I Soliti Italiani

25/01/2009

Volevo osservare il comportamento degli Italiani in Paesi Estremi, di frontiera, in grande fermento, come gli Emirati o la Russia, Paesi dove gli Italiani con la loro curiosità si possono muovere bene, e se si distinguono per la loro cialtroneria e il loro pressapochismo, si distinguono anche per la loro grande intuizione, mescolando pregi e difetti” esordisce Giovanni Veronesi.
E ci risiamo. Ecco l’ennesimo film su vizi e virtù degli Italiani all’estero, condito da luoghi comuni, macchiette scontate e gag prevedibili, del quale avremmo fatto tranquillamente a meno. Diviso in due episodi (altra banalità) porta Riccardo Scamarcio a Dubai e nel deserto dell’Arabia Saudita, guidato da Sergio Castellitto, e un Carlo Verdone in cerca di turismo sessuale nella solita Russia da cliché.
I tre, Veronesi, Scamarcio e Verdone, parlano del viaggio e di come lo intendono, a differenza degli “Italians” del film. “Ho sempre pensato, come nel monologo di Gaber, che certe cose è meglio perderle che viverle e mi piaceva in modo salgariano far volare la fantasia più che me stesso. Mi piace far fatica nel viaggiare, uno che va in vacanza non torna arricchito, e forse per questo mi piace viaggiare per lavoro, non solo per vedere i luoghi ma per entrare in contatto con la gente” dice Veronesi. “Con questo personaggio malinconico e rocambolesco completo il mio poker di Italiani all’estero: il bullo di Un sacco bello, l’emigrante di Bianco Rosso e Verdone e l’Italiano in Belgio di Sono pazzo di Iris Blond” prosegue Verdone.

E quale impressione ha avuto Scamarcio di Dubai? “Piuttosto scioccante a partire dal primo impatto con la Compagnia Aerea: le hostess erano tutte di Paesi stranieri perché le donne negli Emirati non possono svolgere lavori che le mettano in contatto col pubblico. Ho incontrato persone simpatiche e gentili ma ho visto anche molta ipocrisia. E poi ci sono questi grattacieli accesi tutta notte, costruzioni megagalattiche vuote con accanto baracche dove vivono dei disperati e davanti a cui sfrecciano le Ferrari” E, benché a Scamarcio piaccia osservare l’Italia da un altro Paese e conoscere altri meccanismi di lavoro, resta qui la sua scelta “Sono italiano e questo è il mercato in cui posso esprimermi meglio”.

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Gabriella Aguzzi