Vaporidis: il mio Iago ribelle

02/03/2009

Stregati da Baz Luhrmann. E’ quanto è successo al regista Volfango De Biasi e agli interpreti di “Iago”, primo fra tutti Nicolas Vaporidis: affascinati da come il regista australiano, con il suo cult movie “Romeo + Juliet”, aveva offerto una nuova visione di Shakespeare con la sua dissacrante trasposizione kitsch, a dimostrazione di come resista ad ogni tempo, ci hanno offerto questa versione di Otello per i giovani, in epoca attuale. Cambiamento non solo temporale ma anche d’angolazione, perché qui il protagonista è Iago e tutto è visto dalla sua prospettiva.
“Mi era piaciuto ‘Romeo + Juliet’, mi son sempre piaciuti i classici rivisitati a partire da Topolino e la Divina Commedia, così, in un pomeriggio gravido di gin tonic, mi sono detto che si poteva fare questa cattiveria. In fondo i classici si possono stuprare allegramente” dice Volfango De Biasi.
Abbiamo trovato il modo di trasferire Shakespeare in versione attuale, l’operazione che aveva fatto Baz Luhrmann. Perché i sentimenti restano uguali nel tempo anche se il mondo intorno cambia. E abbiamo cercato anche di capire le trame di Iago, che in questa versione ha più attenuanti perché non sa accettare le prepotenze” aggiunge Vaporidis.
Abbiamo intervistato il giovane attore, insieme a Laura Chiatti e al francese Aurelien Gaya che interpreta Otello, curiosi di conoscere il loro approccio a Shakespeare e a questi personaggi immortali ma rivisitati. Timido e gentile, Vaporidis ha parlato di questo suo primo incontro con Shakespeare. “Sì, sono un grande appassionato di Shakespeare, è forse il più grande interprete dell’essere umano e delle sue passioni. E sono affascinanti soprattutto i suoi personaggi negativi. I personaggi che hanno delle debolezze sono da sempre i più interessanti da raccontare, personaggi come Riccardo III, o come Scarface o Il Padrino. Tuttavia non riuscirei ad abbandonare il Cinema per il Teatro, non ancora”.
“Ma che ci dici di questo Iago così diverso dall’originale?”
E’ uno che non tollera che gli venga fatto del male, è un sognatore e quando il sogno per cui ha faticato tanto viene infranto da un incapace non abbassa la testa. La sua è una reazione normale e anche lui sarà vittima dei giochi perversi a cui sottopone gli altri. E’ un ambizioso, e nel momento in cui vede frapporsi tra sé e i propri sogni un arrogante come Otello non accetta il sopruso”.
“E questa nuova Desdemona?”
Prima di tutto sono felice di essere l’unica Desdemona che non muore strangolata – dice Laura Chiatti – E’ una Desdemona con molta personalità e carattere, non è classista e se al padre le cose non stanno bene lei reagisce decisa. E’ forte e determinata e nasconde le sue fragilità davanti alla presenza troppo oppressiva del padre”.

“Nicolas, hai dei film preferiti in questa corrente che trasporta Shakespeare in epoca contemporanea?” La risposta è sempre quella: Romeo + Juliet. “Lo ritengo anche il film in cui Di Caprio ha dato la sua interpretazione più bella. Poi c’é “Riccardo III: un uomo un re”, ma quella è un’operazione ancora diversa, in stile documentario, in cui Al Pacino ha raccontato Riccardo III a modo suo”
I giovani forse non leggono molto teatro e forse vedere Shakespeare al Cinema, con il loro linguaggio, può incitarli a leggerlo dopo aver visto il film” dice Aurelien Gaya.
Lodevole intenzione, infatti, e curiosa quest’idea di ribaltamento di ruoli che fa apparire Iago come una vittima: peccato che il risultato, però, non sia altrettanto lodevole. “Iago” procede su una sceneggiatura maldestra, a volte addirittura risibile (si partiva da Shakespeare, bastava trattarlo con riguardo!), toccando tutti gli stereotipi dal donnaiolo al gay, con un Gabriele Lavia che sembra fare la parodia di se stesso e con momenti davvero imbarazzanti. Viene da dispiacersi per l’entusiasmo di questi giovani, come Gaya, che aveva sempre atteso di incontrare Otello. “Alla scuola teatrale mi hanno sempre detto: un giorno dovrai fare Otello. Io avevo Shakespeare in testa, ma questa è un’altra cosa, di Shakespeare rimane la struttura. Mi piace questa chiave moderna e sono felice di iniziare così al Cinema”.
Ma il da tanti citato Baz Luhrmann, omaggiato anche nella scena della festa in maschera, non può accettare il confronto.

Gabriella Aguzzi