La parola ai Mostri di oggi

27/03/2009

Dalla cattiveria alla ferocia. Cos’è cambiato nei Mostri quotidiani che nel ’63 Dino Risi aveva rappresentato con tanto graffiante cinismo? Difetti e mostruosità degli Anni 60 in quel primo, mitico, capitolo di 20 episodi con i giganti della commedia all’italiana Gassman e Tognazzi, il volto cattivo degli Anni 70 con i “nuovi mostri” in 14 episodi firmati da Risi, Monicelli e Scola ed ora Enrico Oldoini completa la trilogia dando immagine ai “Mostri Oggi”. “I nostri predecessori lavoravano sulla fantasia, immaginavano delle mostruosità che poi si sono avverate. Temevamo di essere stati troppo cattivi e invece la realtà è anche peggio”.
E alcuni episodi sono veramente cattivi (i genitori, in particolare, non vengono risparmiati e in ben tre storie sono emblema del cinismo più spietato), altri più deboli (facile prevedere la battuta finale, mancanza d’incisività nel dare l’affondo), ma è il rischio di chi si misura con dei “mostri” sacri. “Il film ha avuto una gestazione lunga – prosegue Oldoini – Abbiamo cominciato a scriverlo nel 2001 e c’era la paura nel realizzare un remake con dei pregressi così famosi. Abbiamo poi ripreso nel 2006 e poi gli attori finiscono sempre col riscrivere il testo. Abbiamo cercato di raccontare cose forti con una vena ironica, rendendole meno aggressive con l’iperbole. E’ quello che ha fatto la commedia all’italiana per anni: far ridere e lasciare che poi si ripensi a ciò che sta dietro la risata. Noi il film l’abbiamo fatto con gioia; certo poi ci sono i confronti e quelli sono un po’ spinosetti”.
E’ stata dunque una scelta precisa quella di omaggiare apertamente alcuni episodi citandone le battute “Sì, volevamo mettere delle citazioni dei nobilissimi che ci hanno preceduto. Siamo stati però a lungo indecisi se lasciare o meno la battuta ‘domenica sono a pranzo a casa tua’ a metà dell’episodio di Abatantuono professore gay perché qui la cattiveria si sarebbe invece poi spostata su un altro personaggio, ma alla fine abbiamo optato per l’omaggio”. “Ma l’ episodio del pugile è inimitabile e irripetibile” sottolinea Abatantuono e quel finale malinconico non si è osato toccarlo.

Si alternano con maschere diverse, nei 16 episodi che vedono i nuovi mostri insinuarsi nella vita quotidiana nei modi più insospettabili, Diego Abatantuono, Claudio Bisio, (in perfetto tempismo comico anche in conferenza stampa) Giorgio Panariello, Carlo Buccirosso, Sabrina Ferilli, Angela Finocchiaro. Ma, come dicevamo, lo spiedo che infilza tutte queste storie è debole e il risultato discontinuo. Segnaliamo dunque tra gli episodi più gustosi “Povero Ghigo”, che vede in coppia un Abatantuono attore televisivo di successo pagato per presenziare ai funerali e un Bisio con parrucchino e balbuzie (“Ho deciso la mattina stessa delle riprese di far balbettare il personaggio”) e “Terapia d’urto”, sempre con un Bisio depresso e con Angela Finocchiaro psichiatra che spinge il paziente al suicidio. E’ lei, bravissima, a strapparci le vere (forse uniche) risate.

Gabriella Aguzzi