Ischia: quando la location diviene festival

05/07/2011

In un festival dedicato alle location cinematografiche è la location stessa l’anima degli eventi. E’ dunque con estasiato stupore che si assiste all’Ischia Film Festival nella stupenda scenografia del Castello Aragonese. Tra chiesette, monasteri, giardini, prigioni, fortezze, sentieri e terrazze naturali, dalle quali si gode un panorama mozzafiato sull’isola, il festival si snoda per nascondigli segreti, mostrando sotto il cielo stellato e nella tiepida aria di luglio quanto l’ambientazione scenografica giochi un ruolo chiave nel Cinema. Punta di diamante è la splendida Cattedrale diroccata dell’Assunta, a picco sul mare, dove ogni sera hanno luogo gli incontri con i protagonisti del Cinema. Ed è qui che, con una proiezione speciale dell’immortale “Il Dottor Stranamore”, si è celebrato l’Omaggio a Sir Ken Adam, Presidente onorario del Festival, festeggiato per i suoi 90 anni. Il destino dello scenografo, che ha legato il suo nome a capolavori come Barry Lyndon, “Gli Insospettabili” e “La pazzia di Re Giorgio” e ad episodi della Saga di James Bond, si è spesso incrociato con Ischia, dalla prima visita nel 1951 quando venne a girare come aiuto scenografo “Il Corsaro dell’Isola Verde”, all’incontro con la moglie Letizia.
Inaugurato la sera di sabato 2 luglio con il tradizionale cocktail di benvenuto sulla Terrazza del Castello, mentre il sole tramonta dietro gli spalti e si sprigiona il profumo degli oleandri, il Festival ideato e diretto da Michelangelo Messina e giunto alla sua nona edizione, prosegue fino al 9 luglio, segnando un abbraccio ideale tra Cinema e Turismo. Momento chiave del festival è infatti l’annuale Convegno Internazionale sul Cineturismo.
Accanto alle Sezioni in Concorso per il Miglior Documentario e il Miglior Cortometraggio del Festival, la sezione speciale Location Negata, per opere che raccontano i popoli e i territori violati dalle contraddizioni del progresso, da guerre e calamità naturali; Scenari, sezione di film fuori competizione che ci ha offerto l’occasione di assistere al thailandese “Mindfulness and Murder” di Tom Walker, un suggestivo quanto avvincente thriller ambientato in un monastero; e infine Primo Piano, sezione composta da lungometraggi che, nell’attuale stagione, hanno dato ampio spazio alle location come elemento narrativo essenziale, tra i quali spiccano l’italiano “La Misura del confine” di Andrea Papini (due topografi di un piccolo comune delle Alpi riportano alla luce un delitto del dopoguerra e il suo segreto), “Copia Conforme” di Kiarostami, il falso documentario di Frédéric Sojcher su Micheline Presle “Hitler ad Hollywood”, interpretato da Maria de Medeiros, il crudo dramma adolescenziale “In un mondo migliore” di Susanne Bier, ambientato tra l’Africa e una violenta Danimarca, Oscar quale Miglior Film Straniero, la commedia di Lucio Pellegrini con l’avventura africana di Accorsi e Favino “La Vita Facile” e lo struggente “Poetry” del coreano Lee Chang-dong.
E poi ancora proiezioni speciali come l’Omaggio a Monicelli con “La Grande Guerra”, presentato dallo storico collaboratore del regista, lo scenografo Lorenzo Baraldi, il documentario sui viaggi di Papa Woytyla “Il Pellegrino vestito di bianco”, la Napoli onirica di Terry Gilliam dipinta in “The Wholly Familiy” e, per celebrare i 150 dell’Unità d’Italia, il mediometraggio d’animazione sulle gesta di Garibaldi e Mazzini “La lunga calza verde” realizzato 50 anni fa da Roberto Gavioli su sceneggiatura di Cesare Zavattini. Retrospettiva dedicata a Woody Allen (Foreign Award 2011) e alle sue location, la New York di “Manhattan”, la Spagna di “Vicky Cristina Barcelona”, la Londra di “Match Point”. E il Ciak di Corallo a Pupi Avati, il regista che ha fatto della sua Bologna del ricordo lo scenario poetico di tante sue opere.
Un totale di 80 proiezioni, un viaggio dai colori lividi del Nord Europa a quelli accesi dell’Africa, tra Mostre fotografiche, come quella dedicata a 30 anni di Viaggi in Italia sui set cinematografici, in una cornice che è essa stessa magica come un film.

Gabriella Aguzzi