Le anime silenziose di Fedorchenko

31/05/2012


E’ pura poesia quella che anima Silent Souls, il toccante film di Aleksei Fedorchenko che, dopo la felice accoglienza alla 67° Mostra di Venezia che l’ha aperto al pubblico internazionale, arriva ora anche nelle nostre sale grazie a Microcinema. Chi si appresta a vederlo si prepari ad aprire la sua anima alla bellezza di una favola sulla vita e la morte, gli abbandoni, i destini, la nostalgia, l’amore che va oltre i confini terreni, il tutto narrato sotto la falsa apparenza di un documentario sui rituali del popolo dei Merja e le loro tradizioni quasi perdute, creando un immaginario mitologico, una favola percorsa da quei silenzi profondi che accompagnano le anime del suo racconto e i loro misteri.
E’ ciò che ci dice lo stesso Aleksei Fedorchenko presentando il film a Milano. “L’obiettivo era proprio parlare della morte. La sfida era quella di riuscire a creare un mondo ideale in cui le persone abbiano un rapporto più vero con la morte e possano affrontarla in maniera diversa. Ricostruendo le abitudini di un popolo possiamo credere di più al messaggio che ci tramanda. Ho scelto lo stile del documentario, ma in realtà è un favola per adulti”.
Dopo la morte della moglie un uomo si mette in viaggio col suo più caro amico per lasciare il suo corpo alle acque del lago sacro, secondo l’antica tradizione Merja (un’antica tribù ugro-finnica del Lago Nero) e, sempre secondo le usanze Merja, racconta i ricordi più intimi della sua vita coniugale. Li accompagnano nel viaggio due uccelletti in gabbia, due zigoli, Ovsyanki in russo, come recita il titolo originale. E il viaggio è il motivo conduttore del film, nella tristezza sfumata e grigia del paesaggio, dove l’acqua è il prepotente richiamo, evocando ombre e ricordi dal passato. “Abbiamo scelto le strade, i luoghi della natura, le città in cui ambientare le scene d’inverno. L’abbiamo girato in 33 giorni partendo dal Nord e l’impresa era coprire il breve tempo dalla caduta dell’ultima foglia a quella della prima neve”.

Il film, che si accosta alla poesia del giapponese Departures nella delicatezza del raccontare la morte attraverso le tradizioni del rito funebre, è stato salutato nella sua uscita nelle sale italiane dalla consegna ufficiale del Mouse d’Oro, il Premio della Critica on line assegnato dalla giuria formata dai collaboratori di oltre 60 testate giornalistiche presenti su web (tra cui Quarto Potere) e conferitogli a Venezia nel 2010. Con l'occasione, Sara Sagrati del comitato promotore Mouse d'oro ha consegnato il premio: un simbolico mousepad a forma di targa, riportante la motivazione: “per aver saputo unire con efficacia sperimentazione e narrazione all’interno di un’opera capace di uscire dagli schemi e al tempo stesso di analizzare le culture della sua terra”. Sarà sempre sul popolo Mari il nuovo film di Fedorchenko, che il regista definisce “un Decamerone di 23 novelle”. Da assiduo internauta è stato felice del premio assegnatogli dalla critica on line “Ci sono due cose per cui ho un timore reverenziale: gli aerei e internet”

Gabriella Aguzzi