Guida ai film del mese

24/12/2008

Natale, come di tradizione, porta il maggior numero dell’anno di novità cinematografiche, con le sue rappresentanze per i generi più gettonati: il Comico (Aldo, Giovanni e Giacomo con “Il Cosmo sul Comò”), il Fantastico (“Twilight”), il Sentimentale (“Come un uragano”). Ci sono poi i film anomali, quelli che si nascondono tra le altre uscite e si presentano come degli “outsider”, per un pubblico che preferisce uscire dagli schemi. Dei principali titoli parliamo nell’apposita pagina Recensioni. Altri, come “Ultimatum alla Terra”, li esaminiamo tra le Rubriche. Qui vogliamo semplicemente fornire una breve selezione con consigli utili per destreggiarsi nella folla di pellicole uscite nel corso di dicembre.

IL MIGLIORE: “The Millionaire”. Danny Boyle è regista dalle maniere forti, che colpisce allo stomaco per arrivare al cuore. E’ originale sia nel racconto che nello stile. Così con un montaggio alternato e serrato, e trascinandoci fin dall’inizio a riunire i tasselli del puzzle, ci mostra la storia di un giovane concorrente allo show “Chi vuol esser milionario?” sulla televisione indiana. Perché Jamal Malik indovina tutte le risposte? La polizia indaga, si sospetta la truffa, ma la verità è un’altra. Ogni domanda posta ricorda a Jamal un frammento della propria vita, è legata ad un trauma doloroso, una violenza, una perdita. Attraverso il quiz si ripercorre così la sua storia e attraverso il quiz Jamal conduce la sua disperata ricerca della persona che ama.
Il nostro preferito senza traccia di dubbio, insieme a “Come Dio comanda”.

STORICO: “La Duchessa”. Il nostro consiglio è di vederlo in lingua originale, perché l’accento dei protagonisti (Keira Knightley, Ralph Fiennes, Charlotte Rampling) è assolutamente delizioso, perché il film è assolutamente e totalmente inglese nella sua essenza. Già presentato al Festival di Roma, “La Duchessa” è la storia di Georgiana, andata in sposa giovanissima al Duca di Devonshire, spirito passionale e moderno in un’epoca in cui la donna altro non era che una decorazione con null’altra espressione che l’abbigliamento. Georgiana avverte la solitudine nei suoi meravigliosi palazzi, accanto ad un marito che non comunica e invoca solo un erede maschio e che fa, con naturale prepotenza, dell’unica amica di Georgiana la sua cortigiana. Carismatica in società, la Duchessa è combattuta tra gli ardori di una passione da sopire e l’elegante presenza sempre accompagnata dalla frase perfetta da mostrare come un compito assegnatole dal destino. Ispirato al libro biografico di Amanda Foreman il film di Saul Dibb è altrettanto elegante e perfetto, ma pur indignandosi per le pene di Georgiana, conserva un che di algido.

FANTASY: “Ember – Il Mistero della città di luce”. Il Fantasy non manca mai a Natale. Questa volta niente draghi o altre creature magiche, ma una storia più raccolta, in un certo senso più “filosofica”. La città di Ember vive senza cielo da 250 anni, rischiarata solo da spettrali luci giallastre, per gli abitanti, legati ad Ember da un antico patto di eterna lealtà, il  mondo finisce con le sue mura, oltre le quali l’oscurità dilaga ovunque. Ember è l’unica luce, ma questa luce si sta affievolendo e anche la città sotterranea sta cadendo preda dell’oscurità. Toccherà a due bambini salvarla, scoprendo gli antichi segreti. Un tema affascinante, poetico, portato purtroppo avanti in modo stanco, nonostante i nomi onorevoli nel cast (Bill Murray, Tim Robbins, Martin Landau). Peccato, c’erano le potenzialità perché lasciasse più segno. La scenografia è chiaramente ispirata al Dickens World, il parco inglese di attrazioni a tema.

STRAPPALACRIME: “Come un uragano”. Richard Gere è ancora simpatico e affascinante, ma questo non basta per sorbirsi l’ennesima lacrimosa love story, condita pure dalla moralina per cui l’incontro giusto ti insegna ad essere una persona migliore. Lui e lei vogliono una seconda possibilità (quale effetto catartico trovi lui, chirurgo di successo rovinato da un intervento andato male, in una Diane Lane tutta smorfie, non si sa), si amano nel tempo del loro breve incontro, complice un simbolico uragano. Già dall’inizio intuiamo che non vivranno felici e contenti, e infatti la tragedia è dietro l’angolo.
Il film di George C.Wolfe vuole farci piangere a tutti i costi, ma non ha certo la potenza di “I Ponti di Madison County” o “Lontano dal Paradiso”. Quelli erano film che sapevano toccare le corde giuste, ma tra loro e la storia di questi due innamorati sfigati regna un abisso.

Gabriella Aguzzi