Il MIFF premia Martin Landau

14/05/2009

Il MIFF, il Film Festival Internazionale di Milano creato e diretto da Andrea Galante dedicato al Cinema Indipendente, giunto ormai alla nona edizione, si è presentato con una nuova ed insolita formula: dopo la prima mondiale di “Feisbum”, l’atteso film sulla posta elettronica di Facebook  che ha inaugurato il Festival giovedì 7, e dopo un insolito aperitivo al Cinema in occasione della competizione corti, ha visto subito la serata di premiazione dei film candidati al Cavallo di Leonardo, evento in beneficenza per l’Aquila, per poi proseguire con la proiezione all’Arcobaleno Film Center dei film premiati, ogni sera fino a Martedì 19 quando verrà presentato il premio designato dall’opinione del pubblico tra i vincitori del programma.
Se nelle passate edizioni il MIFF ha vantato importanti scoperte, dal regista coreano Kim Jee-woon al film vincitore nel 2006 “Slevin, patto criminale”, c’è da aspettarsi novità interessanti anche quest’anno dal “Sundance d’Europa” che è sempre andato all’esplorazione di nuovi talenti, sempre all’insegna del Cinema Indipendente. A partire dal Vincitore assoluto come Miglior Film, Miglior Regia e Miglior Sceneggiatura, “The 27 club” di Erica Dunton, in programmazione ogni sera all’Arcobaleno, che presenta un soggetto assai intrigante: Tom è morto e si è lasciato alle spalle Elliot. Tom era il front man della loro famosa band, i Finn, ed è morto nel giorno del suo ventisettesimo compleanno. I due ragazzi erano molto legati, avevano passato la vita insieme. Ora Elliot deve decidere se entrare anche lui nel famoso Club 27, di cui fanno parte anche Jimmy Hendrix, Janis Joplin, Jim Morrison e Kurt Cobain. Mentre la storia di Tom ed Elliot viene alla luce è chiaro che non può essere solo un numero a determinare il destino di un individuo. Altri Premi a Renèe Zellweger per la Miglior Interpretazione Femminile in “My one and only” di Richard Loncraine (in programmazione a mezzanotte di venerdì, nel pomeriggio di domenica e nella serata di lunedì, Premio anche per la Miglior Fotografia) dove l’attrice è impegnata in un on the road verso la California alla ricerca di stabilità, denaro e un nuovo marito. Miglior Attore Jamie Draven per “Badland” di Francesco Lucente, un’analisi viscerale dei danni collaterali della guerra in Iraq e di come un uomo che ha perso la sua anima cerchi disperatamente la redenzione.
Ma il protagonista numero uno di questa nona edizione del MIFF è stato il grande Martin Landau:  l’attore 2 volte nominato (Tucker e Crimini e Misfatti) e 1 volta premiato (Ed Wood) agli Oscar di Hollywood, e già  vincitore al MIFF di un Cavallo di Leonardo nel 2005 per la sua perfomance in The Aryan Couple, ha ricevuto il Cavallo di Leonardo alla Carriera, dando lustro alla serata di premiazione dei MIFF Award.

Il Calendario delle Proiezioni

Gabriella Aguzzi