Il mondo incantato di Hayao Miyazaki

12/05/2014

Un inesauribile succedersi di incantesimi, maghi e demoni dai poteri smisurati, cose che assumono un diverso sembiante davanti ad occhi profani o ad occhi incantati, mostri che invadono la scena sciogliendosi in un putrido e venefico liquame, l’amore che spezza ogni maleficio con la sua sola forza e riscopre l’antica bellezza delle cose, lo spirito che aleggia e pulsa in ogni forma vivente: questo è il magico mondo di Hayao Miyazaki. E’ grazie al suo genio creativo e poetico che i cartoni animati giapponesi, gli “anime”, fanno il decisivo salto di qualità conquistando definitivamente anche il pubblico occidentale e si elevano a poesia: basti pensare alla grazia e alla lucentezza del bosco di “Principessa Mononoke”, riproposto proprio in questi giorni sugli schermi, per capire che stiamo parlando di capolavori. Nel 2002 “La città incantata” è il primo film d’animazione a competere a Berlino e il primo film giapponese a vincere l’Orso D’Oro per il Miglior Film e successivamente si aggiudica l’Oscar per il Miglior Film d’Animazione. “Il castello errante di Howl” manda in delirio la Mostra del Cinema di Venezia, incantando con la sua magia e le sue visionarie creazioni, e sempre alla Mostra Veneziana Miyazaki è il primo regista d’animazione a vedersi attribuire un Leone d’Oro alla Carriera.
I fantasmi ricorrenti del suo genio fantastico si inseguono di film in film in un eterno ritorno di temi a lui cari: il volo, che trasporta macchine ingegnose o sognatori, ambientazioni barocche, città europee trasfigurate dall’immaginario fantastico, la metamorfosi dilagante, personaggi che hanno dei doppi o cambiano identità, il Bene e il Male senza contorni precisi, la capacità di vedere la realtà magica delle cose con occhi innocenti, e una Natura palpitante che vive in ogni immagine.
In attesa di vedere lo splendido “Si alza il vento” abbiamo avuto la fortuna di veder ridistribuiti, negli ultimi anni, i suoi primi capolavori, intatti nella loro bellezza e nell’incanto colorato dei disegni: Il Castello nel Cielo (1986), Il mio vicino Totoro (1987), Kiki – Consegne a Domicilio (1988), Porco Rosso (1992) ed ora è la volta di Principessa Mononoke (1997), con un nuovo doppiaggio per l’occasione.
Un film epico popolato da divinità e creature della foresta che traggono ispirazione da antichi racconti giapponesi come dai classici della letteratura mondiale, dove folklore giapponese e creazioni della fertile e inesauribile immaginazione di Miyazaki si fondono. Il Grande Spirito della foresta è una creatura immaginaria dal volto umano, il corpo di un animale e grandi corna legnose. La stessa foresta prende voce dando vita ad un mondo scintillante. Ambientato nel Giappone dell’era Muromachi, epoca di caos, di clamoroso banditismo e di nuove forme d’arte e ribellione, parla di come incontri meravigliosi possono avvenire anche in mezzo alla confusione e all’odio, spezzando le maledizioni. E lo racconta con lo splendore delle immagini.

Gabriella Aguzzi