Hard Candy, ancora lei

03/05/2008

Una sola cosa annoia di Madonna: il modo in cui molti si ostinano a chiamarla, ovvero l’ex material girl. Vi preghiamo, basta! Cambiate stile per l’incipit dell’ennesimo articolo riguardante il più incredibile fenomeno pop della storia, nonché straordinaria potenza della natura, nonché colossale bluff, nonché gran genio commerciale. Anche per via del fatto che Veronica Ciccone (e talvolta ancora adesso si aggiunge, dopo più di vent’anni: in arte Madonna) è una ex infinite cose, infinite immagini e mode, alcune francamente inutili, altre irresistibili, tutte eccessive, come la sua vitalità ad ormai cinquanta candeline sulla torta. “Confessions on a Dance Floor” costituì il suo più grande successo di sempre, ed il singolo, “Hung Up”, superò ogni aspettativa di vendita. Ora passa in tv con il nuovo brano pilota “Four Minutes”, in collaborazione con Justin Timberlake, un pezzo abbastanza didascalico ma perfetto per il lancio dell’album “Hard Candy”. Lo sperimentalismo di Madonna è, in effetti, sempre ben calcolato e lontano dai rischi. Abbandonate le velleità recitative (ma con i registi giusti sapeva anche recitare a buoni livelli, e purtroppo il marito non è Abel Ferrara), l’ Italo-Americana trasferitasi a Londra ripropone erotismo allo stato puro, ed in parecchi sostengono sia la sua unica arma vincente. Ma con Maddy ogni cosa passa in secondo piano, e se nessuno riesce ad eguagliarla, dagli anni ottanta ad oggi, un motivo dovrà pur esserci. Piace a chiunque, dai giovanissimi agli adulti e vaccinati, e perfino i critici devono ammettere che, di fronte ad un simile carisma, non c’è talento che tenga. Madonna non rientra in uno stile o in un genere, lei E’ uno stile, oltre qualunque scuola. Ed è una di quelle creature “care agli Dei” da non imitare per nessuna ragione. Madonna è Madonna, si sospendano i giudizi.

Carlo Baroni