Magnifici ...enni

25/09/2009

Semplicemente divine, anzi, le vere, ultime dive: sono madame Sofia Loren e madame Brigitte Bardot, che in comune hanno il fascino e la ricorrenza di un compleanno altisonante, 75 anni, tre quarti di secolo meravigliosamente portato. Sofia, nata Scicolone, esordiente come Lazzaro, infine assurta a fama internazionale come “la” Loren, è l'insuperata regina del Made in Italy, icona della bellezza mediterranea, prototipo di tante altre (pseudo) dive che si sono avvicendate nei decenni seguenti. Ma anche donna di pronta e malleabile intelligenza e ottima attrice, che ha saputo resistere alle intemperie degli anni e al cambiare delle mode: lei è come la pizza, intramontabile e perfetta.

BB, invece, dopo un ventennio da capogiro (“Et Dieu crea la femme”: e la donna è lei, con quel suo broncio tirabaci e quell'aria spumeggiante e francese come lo champagne), si è votata a una più nobile causa: i diritti degli animali. Da oltre trent'anni (il suo ultimo film è del 73) si è ritirata a Saint Tropez (nei primi tempi resa sfolgorante anche dalla sua presenza) e da lì combatte indefessa per salvare agnellini dai macelli, foche dai massacri e altri animali da altri soprusi. Per noi, è ancora più bella così, con rughe ma con anima.

Più giovane, ma non meno meraviglioso è Bruce Springsteen , il “Boss” del rock. 60 anni portati da urlo (vedere per credere come ancora salta e urla e durante i concerti, tutto naturale ed energetico come la sua musica), il grande Bruce ha trasformato la semplicità delle battute rock in poesia, con le sue storie randage d'America, i suoi perdenti nati per correre, la sua rabbia disillusa. Amico sincero, marito fedele, democratico onesto, animo proletario nonostante il successo planetario, Bruce, possiamo scommetterci, ci farà ballare ancora per un bel pezzo.

Infine ricordiamo Jean-Luc Godard, maestro della Nouvelle Vague e regista perennemente “contro”, non con proclami ma col suo modo di fare cinema controcorrente, a costo di essere anti commerciale e intellettualistico, meno “carino” e cinefilo di Truffaut e Techiné, più in linea con l'estrosità di Resnais, ma con più rabbia in corpo e un'espressività più dura e battagliera, nata anche dalla sua vocazione di artista-artigiano. Titoli come “A bout de souffle” e “Pierrot le fou”rimarranno per sempre nella storia del cinema (è lui che deve ringraziare Jean-Paul Belmondo di esistere o viceversa?), e lui continuerà a restare un cocciuto solitario, irregolare e non conciliato.
Il Centro Espressioni Cinematografiche, Cinemazero, La Cineteca del Friuli saranno i promotori e curatori (a Udine e a Pordenone) di una grande retrospettiva dedicata a Godard che si svolgerà dal 21 ottobre 2009 al 4 febbraio 2010 . La Cineteca di Bologna, assieme a Angelica Festival e con il sostegno dell’Assessorato alla cultura della Regione Emilia Romagna, dal gennaio 2010 proporrà una personale completa dell’autore dal titolo ‘Jean-Luc Godard compositore di cinema’.

Elena Aguzzi