Lo Spirito della Cittą

06/01/2009

Se Rodriguez, in coppia con lo stesso Miller, aveva riprodotto sullo schermo il fumetto “Sin City” rispettandone la grafica e lo stile noir-pulp, ricreandone il bianco e nero spezzato e abbagliato da schizzi di rosso e di giallo, ora Frank Miller, alla sua prima regia da “solista” e alle prese con un fumetto non suo ma nato dalla penna di Will Eisner (che dell’universo milleriano può essere ritenuto l’ispiratore), mantiene l’identico stile quasi fosse una sorta di sequel. Stesso bianco e nero macchiato di rosso, stessa pioggia battente, stessa città nera e malata che pulsa di dolore e di rabbia. E soprattutto stesso umore noir (Eisner l’ha creato tra il 40 e il 52, il decennio d’oro del Noir, e il protagonista si chiama Colt) e stesso gusto del Fumetto, non un soggetto trasportato al cinema come accade, ad esempio, con gli eroi Marvel malamente trasfigurati, ma il piacere di sfogliarlo sullo schermo (come già in “300” di Snyder, sempre nato dalla graphic novel di Miller), con inquadrature cinematografiche in luogo delle pagine. “The Spirit” è un fumetto nella sua essenza: nelle iperboli, nella retorica, nell’amore sfrenato del protagonista per una girandola di donne bellissime e mozzafiato, nel suo destino dannato. Ed è nero nell’animo, con al centro un eroe sopravvissuto alla morte ma non immortale, né uomo né fantasma, con un eterno avversario folle a lui indissolubilmente legato dalla stessa invulnerabilità. E una città da difendere, da salvare, più amata di qualunque donna, con fughe che si incuneano nei suoi umidi meandri, un poliziotto che condivide i segreti, un passato che ritorna.
Tutto bene finché il film si regge sul filo ironico della parodia, con esagerazioni volute (i molteplici costumi eccessivi di Samuel Jackson/Octopus, un cattivo a tutto tondo), meno quando il filo cede e si sconfina apertamente nel grottesco. E si avverte anche la mancanza di un attore più carismatico dello scialbo Gabriel Macht nel ruolo del protagonista che il ritorno dal mondo dei Morti ha trasformato in un Giustiziere Mascherato.

Gabriella Aguzzi