Black Friday

30/11/2014

Sono le sei del mattino. Veniamo svegliati dalle urla di un agente FBI che sta morendo nella nostra camera. E’ il virus che una multinazionale farmaceutica ha propagato in un’ignara company town di minatori del Wyoming. Qualcosa è andato storto. Scienziati, FBI e Delta Force sono accorsi a Liberty Town, ma l’epidemia dilaga. E’ il Black Friday.
E’ l’avvincente trama di un film? E’ un set quello allestito al Villaggio delle Stelle di Lusernetta, dove le montagne e boscaglie che lo circondano fanno davvero pensare di essere sperduti tra i monti del Wyoming e per le cui strade girano agenti speciali e truppe d’assalto, e spaventati e increduli abitanti? No, è qualcosa di più coinvolgente. Perché di questo film non siamo spettatori, ma ne facciamo parte. E la storia la svolgiamo noi, sulla base dei background dei nostri personaggi, le emozioni le viviamo sulla nostra pelle.

Questo evento larp di proporzioni titaniche, che a lungo resterà nella memoria di chi ne è stato protagonista, è frutto di una splendida collaborazione tra diversi gruppi e associazioni di Gioco di Ruolo dal Vivo provenienti da tutta Italia (Terre Spezzate, Cronosfera, Chaos League). Un collettivo di Autori (Chiara Tirabasso, Lorenzo Giannotti, Aladino Amantini, Arianna Busti, Michele Pupo, Fabio Bracciolini, Marco Bielli, Daniele Dagna, Mario Di Cintio, Alessandro Giovannucci) ha dato vita a settanta storie intrecciate che si inseriscono in una trama dai contorni drammatici e pensata ad imitazione dei film americani, in cui vi si ritrova l’intero immaginario, e che, tra scene epiche e scene più intime, crea veramente l’impressione di “essere dentro un film”. Personaggi che lasciano libero spazio interpretativo a chi li incarna, tanto che gli organizzatori di Black Friday nell’arco di due weekend hanno visto svolgersi due storie completamente diverse, non solo negli esiti ma nel modo di viverle, con due differenti impatti drammatici e l’evolversi di diversi legami.
Nel primo i militari della Delta Force hanno mostrato una ferocia e una determinazione implacabili, senza nessuna pietà, fino allo sterminio finale. Nella “replica” i contrasti e le investigazioni hanno lasciato spazio a momenti di vibrante intensità lirica. Sono stati in molti a piangere lacrime vere.

Caratteristica essenziale di larp come Black Friday è infatti la totale immersività, seguendo il nuovo indirizzo di Terre Spezzate e di live maestosi come La Fortezza dei Vinti in cui il Regolamento che spesso svilisce il Gioco di Ruolo dal Vivo è accantonato (o si può condensare in un’unica frase: non uscire mai dal personaggio) per prediligere invece l’interpretazione e l’immedesimazione. E se La Fortezza dei Vinti, nell’arco di tre giorni, prevedeva una struttura a episodi, qui il gioco ha continuato ininterrotto anche nelle ore notturne. Abbiamo avvertito il disagio, anche fisico, della situazione, il sonno, il freddo, e, di conseguenza, l’incertezza, la paura, l’angoscia.
Black Friday ha visto ore di piantonamento notturno, analisi di laboratorio, il tutto con una precisione realistica sorprendente. E intanto c’era chi riviveva amori perduti, chi inseguiva interessi spietati, chi guardava in faccia la morte.

Un contributo decisivo è stato dato dalle scenografie (gli uffici operativi dell’FBI e il laboratorio scientifico toglievano il fiato) e dall’impressionante trucco degli abitanti infetti. Il team di scenografi (Elena Caovilla, Luca Tenaglia, Alberta Avanzi, Lorenzo Nicolosi, Marco Ascanio Viarigi, Simone Ronchini) ha realizzato un’ambientazione suggestiva (superbi anche i costumi) che ha dato il tocco decisivo a quell’effetto cinematografico a cui si voleva tendere.
Il larp prodotto da Francesco Pregliasco e Chiara Tirabasso, fondatori di Terre Spezzate, è stato curato nei minimi dettagli, grazie anche all’attentissimo coordinamento “dietro alle quinte” e al lavoro silenzioso e “invisibile” dei molti collaboratori.

Ma un’analisi tecnica non rende giustizia a ciò che ha veramente trionfato: l’emozione. Come scordare quella lenta camminata dei 16 condannati a morte, volontarie vittime sacrificali per la creazione di un siero che avrebbe salvato la popolazione infetta? E tutta la gente del villaggio che li seguiva, muta, in uno straziante addio? E tutte le storie piccole e grandi che ognuno ha vissuto in mezzo a quell’incubo? L’attacco di gas nervino che è stato sferrato dopo contro una popolazione inerme? Le parole crudeli e dolenti che ci siamo detti?
Tornati alla vita “reale” il pensiero vagava sempre verso quei giorni e quelle notti vissuti in un’altra pelle e all’ansia febbrile che li ha pervasi. Tutti si scambiavano impressioni e racconti delle pieghe delle loro storie, quasi a voler prolungare l’avventura. Con la difficoltà di lasciar andare un personaggio che si è portato via un po’ di te.
Black Friday è un’esperienza che ogni giocatore di ruolo dovrebbe vivere per poi poter dire “io c’ero”.

Foto di Alessandro Vizzarro

Gabriella Aguzzi