Riflessioni sulla mania di elencare

12/05/2009

Elenco di film in cui compaiono degli elenchi: Caos calmo; Alta fedeltà; Manhattan; I diavoli volanti; Giovani, carini e disoccupati; Amori e altre catastrofi; Radiofreccia; Prima che sia troppo tardi....
Sono elenchi esistenziali (posti del  mondo in cui sono stato), preferenziali ( i 10 calciatori più bravi della storia), o cose per le quali val la pena vivere (il grande Woody Allen, prima di tutto); sono elenchi aperti o “top ten” (o five, o three). Sono fatti mentalmente mentre aspettiamo l'arrivo del treno (elenco dei treni che ho preso quest'anno), appuntati diligentemente su agende e diari (elenco dei quaderni che ho utilizzato per scrivere elenchi), condivisi con gli altri attraverso facebook o chiacchierate con gli amici (i tre dischi più belli usciti quest'anno). A volte, sono persino proposti nelle interviste (“con quali registi vorresti lavorare?”) o nei sondaggi (“i personaggi più significativi del 2008”).
Potremmo fare l'elenco degli elenchi più belli, o porci semplicemente la domanda: ma perché elenchiamo, classifichiamo, cataloghiamo? 
A volte, questi elenchi sono semplicemente un modo per ricordarci di qualcosa di bello (elenco dei ristoranti più buoni in cui ho mangiato) o per confrontare i nostri gusti coi nostri conoscenti (le 5  puntate più belle di Lady Oscar) o per un senso di appartenenza a un gruppo (elenco degli amici che amano Virginia Woolf). A volte ci mettono di fronte a questioni gravi, che sarebbero troppo dolorose da affrontare se non le etichettassimo e votassimo ( le 10 delusioni che mi hanno scottato maggiormente). E ancora, possono semplicemente darci quel senso di onnipotenza che ci deriva dal dare voti e giudizi ( le 10 macchine che fan più cagare).
Ma potremmo anche chiederci: perché talvolta, quando troviamo questi tipi di elenchi in film o libri,  noi mentalmente rispondiamo al quesito proposto, o ci divertiamo, o altre volte ancora ci commuoviamo (elenco delle cose che ci commuovono)? Probabilmente, è per un senso di condivisione, ancora più incredibile quando non tocca degli amici – magari selezionati in base a questi elenchi.- ma degli sconosciuti che vivono in un'altra parte del mondo (elenco delle cose che credevo piacessero solo a me).
Io ho la mania degli elenchi. Prima ancora di entusiasmarmi quando trovo che l'autore della "classifica" ha i miei stessi gusti, già mi emoziono e mi compiaccio per il fatto stesso che qualche altro paranoico sta stilando sfilate di cose indimenticabili e solenni idiozie racchiudendo il tutto in categorie e preferenze ( elenco di quelle cose che un tempo mi piacevano e ora non più). La cosa assurda è che quando, tempo dopo, ritrovo in fondo ai cassetti uno di questi elenchi, lo butto. C'è invece chi conserva meticolosamente gli elenchi più assurdi ( elenco di calzini rossi in mio possesso), così come la nota della spesa o le bollette di 15 anni prima. Scavare in un cassetto può essere un'esperienza emozionante quanto lo scavare in un sito archeologico: sono spezzoni dell'esistenza nostra o altrui che tornano dal passato per ricordarci l'elenco delle cose che dovevamo fare in un giorno ormai lontano della nostra memoria o esistenza, o delle cose che abbiamo amato, o dei viaggi che sognavamo di fare.
A volte, quegli elenchi di aspettative sono diventati elenchi di ricordi, altre volte sono ancora lì a ricordarci quanta strada dobbiamo ancora fare. Comunque ci ricordano sempre chi siamo.

Elena Aguzzi