Visca el Barša!

18/12/2011

"Senza Messi il Barcelona è la mogliore squadra del mondo, con Messi è di un altro pianeta" (José Cruz, allenatore dell'Atlante)

C’è chi sospetta addirittura che non siano umani, che vengano da un altro pianeta. Perché non si è mai visto un calcio così bello, perché sono imbattibili, perché anche le squadre più forti davanti a loro sono costrette a cedere le armi. Oggi, sotto le stelle di Yokohama, le stelle del Barça hanno messo a segno un nuovo titolo: è il secondo Mondiale per Club vinto dalla squadra di Guardiola e la sfida con i brasiliani del Santos non ha avuto storia. Messi, Xavi, Fabregas, poi ancora Messi ed è 4-0. E’ un’altra festa, un’altra vittoria, ancora una volta Campioni. Ormai questo magico Barcelona ha scritto il proprio nome nella leggenda.
Il cammino d’oro è guidato da Leo Messi, ma attorno al Campione magico (è un'estasi vederlo in campo!) c’è la forza di una squadra compatta, che ha il 70% del possesso palla nella maggior parte dei match, che palleggia elegantemente con naturale disinvoltura, che, come oggi, continua ad attaccare anche sul 3-0 lasciando agli avversari solo il tentativo del contropiede, che regala sempre al suo pubblico grande spettacolo e costruisce il gioco per i guizzi del suo gioiello.
Nel 2009 entra nel palmarès come l’unica squadra europea a collezionare 6 titoli nello stesso anno, nel 2010 l’Inter le strappa la Champions, nel 2011 sfiora ancora il triplete. Inizia il nuovo Campionato e i giochi sembrano a favore di un Real che spaventa, ma quando arriva “el clasico” il Barça lo mette a tacere con uno splendido 3-1. Assicuratosi il primo posto del girone nella prima fase di Champions, Guardiola mette in campo per l’ultima partita il “Barça B” e i giovanissimi giocano come la prima squadra, mostrando che gli eredi sono già pronti. E dopo la vittoria col Real la squadra parte direttamente per il Giappone per vincere il Mondiale per Club, titolo detenuto dall’Inter. E’ una festa per i Campioni che vivono la nuova favola e postano su twitter le loro foto sul metro di Tokyo con un entusiasmo da ragazzi. E’ una festa che continua in campo, a ribadire una superiorità che ha del soprannaturale. E’ una festa meravigliosa quando sollevano al cielo la Coppa e fanno volare il loro allenatore.
E’ la festa di Messi, di Xavi, di Capitan Puyol che ha assistito alla prima vittoria del Barça in Champions al di fuori di un negozio di elettrodomestici e le altre tre le ha vissute da protagonista, di Cesc Fabregas che dopo otto anni in Inghilterra in cui è stato la stella dell’Arsenal ha voluto tornare alla sua città e alla squadra per cui tifava da bambino e nelle cui giovanili è cresciuto, di Gerard Piqué, l’uomo delle tre Champions, di Dani Alves che sempre celebra con una danza, dell’ex interista Maxwell che segna un gol nella semifinale, dell’ex udinese Sanchez, di Andrés  Iniesta, il cui padre non osa guardare le partite, nemmeno quella Finale in Sud Africa in cui ha regalato alla Spagna il gol della vittoria, di Abidal che due mesi dopo aver vinto un tumore gioca la Finale di Wembley, del “Guaje” David Villa, infortunatosi durante la semifinale, a cui gli amici dedicano con il cuore la vittoria.
E’ per questo che la nostra Rubrica “Ritratti di Campioni” oggi non vuole celebrare un Campione, secondo l’usanza, ma tutta una Squadra di Campioni, la più bella squadra del mondo.

Gabriella Aguzzi