E' tempo d'eroi

02/04/2012

“Leo ets unic, sos grande” recita il più gigantesco striscione mai visto che cala lungo le gradinate del Camp Nou, mentre l’inno del Barça fa risuonare le sue note, le squadre si schierano in campo e un brivido d’emozione percorre lo stadio blaugrana. Sì, Leo Messi è unico. “Més que un club” è il motto del Barcelona, lo si vede ovunque, lo tracciano perfino le poltroncine gialle come un disegno all’interno degli anelli blu e granata che colorano lo stadio che ha visto tante magie. E lui è più che un campione. 61 gol in 55 partite questa Stagione, 12 solo in queste ultime sette, un mese di marzo stellare che l’ha visto segnare il record di massimo goleador della storia del Barça, la sera in cui contro il Granada ha messo in rete il suo gol numero 234. Stupirsi davanti a queste statistiche, estasiarsi nel vederlo giocare, quando attraversa il campo con la palla incollata al piede saltando tutti gli avversari, lascia una sensazione inequivocabile, quella di trovarsi presenti ad un momento storico.
Ogni epoca ha i suoi eroi. Negli Anni Cinquanta uscivano dall’Actor’s Studio uomini come Marlon Brando, negli Anni Sessanta 4 ragazzi di Liverpool diventano i Beatles e incantano il mondo. Ora, nel 2012, il mondo del calcio ha Leo Messi, ha il Barça  dalla cavalcata vincente (e ad 8 giornate dalla fine continua la rimonta accorciando le distanze col Real Madrid, rendendo ancora possibile il sogno del triplete) e, parafrasando il discorso di Enrico V, noi fortunati che abbiamo assistito a questi momenti potremo dire “io c’ero”.

Io c’ero. Ero al Camp Nou la sera del 31 marzo. Il Barcelona sfidava l’Athletic Club di Bilbao per la 31° giornata di Campionato. La stessa squadra  che incontrerà il 25 maggio nello stadio Vicente Calderòn di Madrid per la Finale di Copa del Rey. Una settimana di straordinaria intensità per la squadra di Guardiola. Appena tornati da Milano per la partita d’andata contro il Milan e con il pensiero già rivolto alla partita decisiva di ritorno, la sfida decisiva di domani sera.
Dopo un gol annullato a Thiago per fuori gioco e dopo un salvataggio sulla linea (ma era veramente sulla linea?) arriva, liberatorio il gol di Iniesta, che con la sua partita numero 397 entra nella top ten dei giocatori che hanno vestito la maglia del Barça. “Celebro sempre i gol con allegria, ma questo l’ho celebrato con più rabbia” dice il giocatore a fine partita. Una curiosità: Iniesta non ha mai perso una partita in cui ha segnato. E infatti, nel secondo tempo, a nulla vale l’inserimento di Lloriente da parte dell’Athletic. Il rigore su Tello viene trasformato con precisione da Messi. Ed è 2-0.
Il Barça, ancora imbattuto in casa, realizza il suo ottavo trionfo consecutivo, mettendo a segno tre punti importanti prima di affrontare il duello decisivo contro il Milan.

“Dovremo giocare 90 minuti con l’intensità massima come abbiamo fatto oggi – dice Andrés Iniesta ai nostri microfoni – Il Milan è una squadra che sta bene, è difficile crearle situazioni pericolose, ma abbiamo la partita di ritorno qui e dobbiamo tentare di far gol. Saranno 90 minuti trepidanti che dobbiamo affrontare con fiducia”.
“Sappiamo di affrontare grandi giocatori – aggiunge Dani Alves – e ognuno conosce le capacità dell’altro. Sappiamo anche che dobbiamo segnare e usare le nostre armi”.
“Non possiamo paragonare la partita di oggi a quella che ci aspetta martedì – dice Thiago Alcantara – Spero che abbiano la stessa intensità. Quella contro il Milan sarà una partita unica, o ti classifichi o no. Ma la partita arriva anche per noi nel miglior momento della Stagione. E anche l’appoggio del pubblico sarà determinante”.
Stesse parole per Carles Puyol nella conferenza stampa di questa mattina “Sappiamo che sarà una partita difficile, i pareggi non servono, dobbiamo solo vincere, non c’è margine di errore, è come una finale. C’è un solo modo per giocarla: attaccare”.

Leo Messi a San Siro (foto di Elena Aguzzi)
Il Camp Nou: il fischio d'inizio (foto di Gabriella Aguzzi)
Andrés Iniesta dopo la partita (foto di Gabriella Aguzzi)

Gabriella Aguzzi