Messi, l'Extraterrestre

07/01/2013

Lui, ancora lui, sempre lui: Leo Messi. Macinando un record dopo l’altro ha attraversato tutto il 2012 fino a tagliare quest’ultimo record la sera del 7 gennaio a Zurigo quando si aggiudica il quarto Pallone d’Oro: prima di lui nessuno mai aveva vinto 4 Palloni d’Oro consecutivi. Il record eguagliato lo scorso anno con Platini è stato superato, così come il 9 dicembre, nella partita contro il Betis Sevilla, aveva superato il record del maggior numero di gol realizzati in un anno solare, detenuto per quarant'anni da Gerd Müller. Miglior marcatore blaugrana di sempre nella Liga, ha chiuso il 2012 con 91 gol ufficiali realizzati con la maglia del Barça e della Nazionale Argentina. Sono cifre da capogiro. Non stiamo più parlando di calcio, non stiamo parlando di storia, ma di leggenda.

C’è solo da chiedersi cosa compirà ancora questo piccolo extraterrestre capace ogni settimana di sorprenderci. Basta dare una scorsa agli ultimi palmarès:  il  18 marzo 2012 è il più giovane calciatore a segnare 150 gol nella massima serie spagnola e il 5 maggio 2012 con le quattro reti segnate nel derby contro l'Espanyol arriva a quota 72 reti, realizzando così il record mondiale di gol fatti in una singola stagione, inizia la nuova stagione mettendo a segno la prima doppietta e ad oggi è già a quota 11 doppiette stagionali.
Talmente schivo da sembrar non aver neppure una vita privata propria (“Pensavamo fosse muto” dicevano i suoi compagni della Cantera), lontano dai pettegolezzi dei rotocalchi e dai capricci da star, come i supereroi sembra trasformarsi a contatto col campo di calcio. Dice di lui  Gerard Piqué “Non sembra vero che sia così normale e allo stesso tempo abbia questa voglia di essere il migliore”. “La palla fa ormai parte del suo corpo” sigla Maradona.

Due anni fa avevamo scritto "Se le regole che assegnano il Pallone d'Oro verranno riscritte e il premio non verrà più dato a chi ha brillato in un anno specifico, ma, come in quest'ultima edizione, al miglior talento del mondo, allora il premio stesso non avrà più senso perché, finché non andrà in pensione, verrà sempre assegnato a Leo Messi". E così è stato l’anno scorso, e quest’anno ancora. Perché vederlo in campo è sorprendente, è ammirare un’opera d’arte, è pura bellezza. Noi che abbiamo avuto la fortuna di vederlo giocare, di vedere le sue serpentine, i suoi guizzi quando si stacca dalla mischia come avesse la palla legata al piede fino a raggiungere la rete avversaria, quando in futuro parleremo di questo prodigio potremo dire “Io c’ero”.

Gabriella Aguzzi