Nowhere Boy

02/12/2010

di Sam Taylor-Wood
con: Aaron Johnson, Kristin Scott Thomas, Anne-Marie Duff, Thomas Brodie Sangster

“Mother you had me but I never had you, I needed you but you didn’t need me...”
La vita di John Lennon parte da questo grido e lo strazio per una madre persa due volte si ripercuote nella sua rabbia ribelle e nella disperazione artistica di album sublimi quali “John Lennon/Plastic Ono Band” (che contiene, oltre a “Mother”, “My Mummy’s Dead”) e “Walls and Bridges”. L’angoscia dell’abbandono lo perseguita e il suo spettro torna più volte, con il suicidio di Brian Epstein, la separazione da Paul McCartney e la fine dei Beatles.
Nel trentennale della morte di John Lennon esce l’atteso film che esplora quel periodo della sua adolescenza che ha raccolto il suo primo trauma, quando ancora non era il Nowhere Man, ma un Nowhere Boy alla ricerca di una strada, di una certezza, ma già segnato da un senso di non appartenenza. “Nowhere Boy” – questo appunto il titolo del bel film di Sam Taylor Wood – si concentra sul John Lennon ragazzo, assumendo i connotati di un dramma famigliare che lo vede dibattuto tra due sorelle, la zia Mimi, rigida e austera che lo ha cresciuto con un affetto profondo e celato, e la madre Julia, vitale, esuberante, confusa, smarrita, irresponsabile, che lo ritrova dopo averlo lasciato, lo sprona all’amore per il rock e muore nel momento in cui i due stanno cominciando a conoscersi. La nascita musicale di John Lennon non è quindi raccontata attraverso gli abusati schemi del biopic, ma con la forza di un contrasto famigliare che lo pone al centro di un triangolo affettivo, conteso tra due sorelle una agli antipodi dell’altra, smarrito all’inseguimento di un’improbabile armonia e nella negazione del rifiuto materno.
Aaron Johnson ne trasmette la selvaggia rabbia giovanile e la sofferente ribellione, ricalcandolo in modo sorprendente anche nelle inflessioni della voce. Kristin Scott Thomas è una splendida zia Mimi alla quale fa da contrasto la vivace vacuità di una Anne-Marie Duff scoppiettante di vita. Sullo sfondo una Liverpool ancora ignara del miracolo che di lì a poco sarebbe nato.

Voto: 7

Gabriella Aguzzi