La Banda dei Babbi Natale

15/12/2010

di Paolo Genovese
con: Aldo Baglio, Bebo Storti, Giacomo Poretti, Angela Finocchiaro, Giovanni Esposito, Sara D'Amario, Silvana Fallisi, Lucia Ocone, Mara Maionchi, Massimo Popolizio

Tornano ad una costruzione narrativa simile a quella dei loro primi film Aldo, Giovanni e Giacomo, ed il ritorno è gradito. Dopo i collage di gag di “Anplagghed”, ripresa dello spettacolo teatrale, e del fiacco “Il cosmo sul comò”, rieccoli a farci sanamente ridere con un titolo astutamente natalizio per uscire nel periodo più propizio dell’anno: “La Banda dei Babbi Natale”. I Babbi Natale sono, ovviamente, loro tre, sorpresi in barba e costume rosso appesi ad un muro e trasportati in guardina dove Angela Finocchiaro, ispettore di polizia che si trova a dover passare la notte di Natale al comando per colpa loro, ha fretta di farsi raccontare come sono andati i fatti. E da qui partono i flash back, che sono ancora il pretesto per gag diverse, ma unite da un filo logico come già accadeva con “Tre uomini e una gamba”. E con una storia da raccontare, all’ispettore e a noi, il trio comico torna a dare il suo meglio, anche se la storia funge da spunto per le loro cattiverie e anche qualche sipario romantico. Giacomo è infatti un vedovo perseguitato dall’incubo della moglie defunta, con una collega che cerca insistentemente di far breccia nel suo cuore, Aldo è uno scommettitore disoccupato cacciato di casa dalla convivente stanca di mantenerlo e Giovanni un veterinario dalla doppia vita, con una moglie a Milano e una fidanzata in Svizzera. Li uniscono il gioco delle bocce e la serie di guai che sta capitando loro addosso.
“Siamo partiti con l’idea di ambientare la storia in una giornata speciale e il Natale è la data più difficile di tutto il calendario, il giorno in cui ti si chiede di essere felice per forza” racconta Giacomo. I momenti di divertimento arrivano puntuali, gli equivoci si intrecciano e gustosi personaggi popolano il film, dalla suocera terribile interpretata da Mara Maionchi (“per restare seria nella scena in cui Giovanni mi narcotizza sono stata costretta a pensare a cose terribili”) all’usuraio di Massimo Popolizio (“quasi simpatico nel suo viscidume, anche se nella sua carriera ha fatto di peggio”, come lo definisce Giacomo), dalla sempre irresistibile Silvana Fallisi a Giorgio Colangeli, futuro suocero svizzero di Giovanni con ribadite minacce di morte, dall’ingenuissima moglie di Giovanni, Lucia Ocone, al cameo di Cochi Ponzoni. E ci sono uno scheletro da rimontare e uno scimpanzè che vince a carte, legge e guida. Angela Finocchiaro affianca i tre inserendosi alla perfezione nel loro ritmo e la voce di Mina sottolinea i momenti comici con quattro brani inediti.

Voto: 6

Gabriella Aguzzi

La salvezza per noi poveri filibustieri in cerca di un film carino da sciropparsi durante le festività, che ci aiuti a digerire il pranzo di natale, quando anche la grappa e l’amaro non hanno migliorato lo stato del nostro pancreas.
La fila al botteghino, il giorno d Santo Stefano,  è lunga, e i posti calano velocemente, mentre l’avversario Natale in Sud Africa fatica a riempire la sala; non demordo, e dopo aver persuaso un gruppo di cciovani (giovani) a lasciarmi il posto in fila, il santo graal-biglietto è nelle mie mani: fila M, posto 17.
Il trio comico italiano ha sfornato un nuovo film, incorniciando le loro gag e simpatia in un’atmosfera natalizia, che rilegge in chiave comica la criminalità, il gioco delle bocce, l’assenteismo sul lavoro e un commissario (Angela Finocchiaro) che prega affinché non vi siano nuovi arresti la notte di Natale per andare a casa a festeggiare.
Ma Aldo, Giovanni e Giacomo, da squadra acclamata di bocce, si vestono da Babbi Natale e vengono scambiati , erroneamente, per  una banda di ladri d’appartamento.
Portati alla stazione di polizia dovranno dimostrare la loro innocenza tramite una lunga, ed articolata in tre voci, premessa che racconta le vite dei tre malcapitati, dilettandosi nel frattempo a impastare i tortellini.
Aldo, disoccupato e mantenuto, malato di scommesse e sempre perdente, dovrà riconquistare l’amata Monica, Giovanni, fedifrago, con una moglie a Milano e una a Lugano, si destreggia tra la sua doppia vita e i due suoceri, che gli daranno gran filo da torcere, e Giacomo, vedovo da dodici anni, oppresso dal suo Super Io, che non riesce a rifarsi una vita.
Storie comuni, raccontate esagerandole e portandole al paradosso, senza mai cadere nella volgarità e nel refrain di corpi femminili denudati  dei cinepanettoni di De Sica, Boldi e Co.
Fiore all’occhiello del film, oltre alla bravissima Finocchiaro, l’ormai personaggio televisivo Mara Maionchi con cane dal pelo bianco al seguito, che, qui,in veste di  suocera rompiscatole  di Giovanni,  metterà i bastoni tra le ruote al genero, prima  che un sedativo per mammiferi non la metterà fuori gioco.
Un film piacevole, che raggiunge il suo apice verso la fine, dopo che le varie premesse avranno  gettato  le basi per lo scioglimento finale ricco di gag: sebbene l’inizio sembri un po’ lento e il prologo finale non così necessario, il film è da vedere e da assaporare,  poiché non si esaurisce alle  quattro gag mostrate nel trailer promozionale.

Voto: 7,5

Roberta Costantini