Hereafter

05/01/2011

di Clint Eastwood
con: Matt Damon, Cécile de France, Frankie McLaren, George McLaren

Dopo aver più volte raccontato la morte con commozione struggente, Clint Eastwood s’interroga sull’Aldilà. In “Hereafter” non risuona solo la voce del canto funebre, il dolore del distacco, ma Eastwood si addentra nel più toccante di tutti i temi, il tentativo di comunicare con chi ci ha lasciati, di capire cosa avviene dopo la morte.
Tre storie apparentemente slegate, ma che sappiamo congiungersi guidate dal destino, quello stesso destino che brutalmente separa, e i cui tre protagonisti sono stati, in tre diversi modi, toccati dalla morte: una giornalista francese di successo si ritrova rivoluzionata la vita dopo esser scampata allo tsunami, sicura d’esser rimasta morta per alcuni minuti; a Londra un ragazzino vede morire il gemello in un incidente e continua a cercarlo nella sua solitudine; a San Francisco un medium appassionato di Dickens rifiuta il “dono” di comunicare con i morti, ritenendolo una dannazione.
Clint Eastwood tratta con cura materiale così delicato e lo fa con la grazia di sempre, in tono dolorosamente sommesso e in un crescendo che arriva, come ogni volta, a strappare le lacrime. Eppure questo crescendo non approda a nulla e crea aspettative maggiori del risultato finale. Sarà forse che alla base c’è un soggetto non suo: la sceneggiatura che Peter Morgan ha scritto subito dopo esser stato colpito da un lutto ha intrigato il regista tanto da aver immediatamente deciso di girarne un film, ma si avverte che non è la sua mano ad aver orchestrato il tutto e questo ce lo fa sentire più estraneo alla storia, seppur coinvolto. O forse è la sua presenza che manca e, come già era accaduto con “Invictus”, rimpiangiamo la sua figura che giganteggia in “Gran Torino” e ci chiediamo se il suo vero testamento artistico non fosse là, con quell’eroe stanco steso a terra. 

Voto: 7

Gabriella Aguzzi