This is England

24/08/2011

di Shane Meadows
con: Thomas Turgoose, Stephen Graham, Joe Hartley, Andrew Shim. Vicky McClure, Joe Gilgun

Spesso il ritorno alle sale cinematografiche dopo il forzato fermo estivo è desolante (ridicoli horror, inutili commedie), ma a volte c’è la felice sorpresa ed è proprio nel piatto panorama di fine estate che si può scoprire il gioiellino. Non lasciatevi dunque sfuggire “This is England” che il regista e sceneggiatore Shane Meadows, una delle nuove voci del Cinema britannico, sa rendere insieme crudo e poetico. Guardando indietro agli Anni Ottanta e alla sua stessa adolescenza, descrive con tatto e verità il delicato passaggio della linea d’ombra: una storia di crescita che si accompagna indissolubilmente alla storia inglese di quegli anni e che, oscurata dal fardello luttuoso delle Falklands, passa attraverso la compagnia degli skinheads e la conoscenza della violenza. Quello che comincia come desiderio di appartenere ad un branco per sentirsi forte passa dalle bravate all’entusiasmo rabbioso degli ideali, fino ad aprire gli occhi sul mondo e accorgersi che l’infanzia è ormai dietro le spalle.
Così, nell’estate dell’83, in una cittadina della costa inglese, il dodicenne Shaun (interpretato dallo straordinario Thomas Turgoose, scoperto allo Space Project, un programma di sostegno per ragazzi svantaggiati) viene accolto da un gruppo di skinhead più grandi di lui, che lo vestono della loro divisa, ma il ritorno improvviso dell’ex galeotto Combo, animato da una vera rabbia, divide il gruppo. Alcuni avvertono il pericolo della sua furia politica, ma Shaun ne resta affascinato e lo segue sulla via del razzismo nell’illusione di sfogare il rancore vendicativo per la morte del padre.
Per chi come me ha vissuto in Inghilterra proprio l’estate dell’83 il film ha un potere evocativo in più. La realtà descritta, con semplicità ed efficacia, è proprio quella che serpeggiava allora per le strade, dall’odio per gli stranieri ad un’esultanza giovanile che si sovrapponeva ad un confuso disagio. Shane Meadows non la altera e con estrema naturalezza dipinge un quadro autentico in cui molti ragazzi di allora, ora quarantenni, si riconosceranno. E allo stesso tempo ci regala una storia forte e toccante.

Voto: 8

Gabriella Aguzzi