Il mio angolo di Paradiso

25/11/2011

di Nicole Kassell
con: Kate Hudson, Gael Garcia Bernal, Kathy Bates, Whoopi Goldberg, Treat Williams, Peter Dinklage

Tutto prevedibile. Se vediamo una ragazza allegra e piena di vita che si reca in ospedale a fare delle analisi a 10 minuti dall’inizio del film, sappiamo già che c’è qualcosa di brutto in agguato e che presto scivoleremo in un bieco melodramma. Se poi questa ragazza è convinta di non voler farsi intrappolare in una relazione sentimentale e si difende spinosamente dagli affetti e al suo ingresso in ospedale fa l’ingresso anche un giovane medico col bel faccino di Gael Garcia Bernal, sappiamo anche che, sul finire della vita, lei scoprirà l’amore.
Infatti, nel delirio dell’anestesia, la vediamo al cospetto di Dio, sotto le sembianze di Whoopi Glodberg (idea già sfruttata in un film dei Muppet), che la invita a esprimere tre desideri. Il terzo desiderio non sa neppure lei di volerlo, ma noi in sala conosciamo benissimo quale sarà. E puntuale spunta la love story.
I precedenti strappalacrime con variazione sul tema sono moltissimi e “Il mio angolo di Paradiso” cerca affannosamente di distinguersi per originalità senza riuscirci, risultando anzi più irritante nel voler mantenere un tono da commedia, quando invece è tutto un patetico grondare di “ti voglio bene” e “mi mancherai”. Perché la protagonista, che il film insiste nel mostrare brillante e vitale, prima di dare il suo addio al mondo si riappacifica proprio con tutti, amici e genitori coi quali aveva un rapporto controverso, nella più perfetta tradizione strappalacrime. Nulla a che vedere con il bel film di Gus Van Sant “L’amore che resta”, uscito solo qualche settimana prima, che tocca il tema della storia d’amore con una malata di cancro terminale, mostrando ben altra classe e sensibilità poetica.
Kate Hudson regge il film interamente sulle sue spalle, mentre Gael Garcia Bernal appare spaesato e fuori parte, reclutato solo per il suo appeal sul pubblico femminile.

Voto: 5

Gabriella Aguzzi