Sherlock Holmes: Gioco di Ombre

17/12/2011

di Guy Ritchie
con: Robert Downey Jr., Jude Law, Noomi Rapace, Jared Harris, Stephen Fry, Rachel McAdams

Due anni fa Guy Ritchie ebbe la discutibile idea di portare sullo schermo uno Sherlock Holmes tutto azione, che ben poco aveva in comune con l’originale creato da Conan Doyle a parte una sfrontata e compiaciuta sicurezza di sé, ma anche questa tradotta in uno pseudocomico comportamento. Il successo tuttavia decretò l’immancabile sequel, così ritroviamo la coppia Holmes-Watson coinvolta in una nuova avventura a ritmi frenetici in corsa attraverso l’Europa per fermare un intrigo internazionale di proporzioni gigantesche dietro cui incombe l’ombra del professor Moriarty. Dovrebbe anzi essere l’ultima (?) avventura insieme, ora che il dottor Watson è convolato a nozze, ma dopo un finale che cita appunto “L’Ultima avventura” il punto interogativo posto dopo la scritta “The End” apre la strada ad un ulteriore sequel, se il successo verrà replicato.
Noi questo sequel ed eventuali successivi ci auguriamo di non vederli mai, essendo stati già irritati due volte dalla recitazione sfacciatamente sopra le righe di Robert Downey jr. che giogioneggia fino all’impossibile facendo del suo Holmes un egocentrico ed astuto buffone. E da uno stile registico all’insegna dell’estetica da videoclip. Certo tutto va visto nell’ottica di un gioco. Il gioco è perfino nel titolo, ed è un gioco stravolgere i modelli classici, fare di Sherlock Holmes un detective ben più atletico che meditativo, prendere due degli attori più sexy in circolazione (Jude Law e Robert Downey jr.) e rivestire il primo dei goffi panni di Watson facendo dell’altro una sorta di pavoneggiante supereroe. Siamo all’interno di un fumetto in epoca vittoriana, di una grande girandola variopinta. E, una volta appurato questo, il gioco può anche diventare divertente. Se ci lasciamo trascinare dalla vicenda e dai suoi improbabili e rocamboleschi colpi di scena, dai travestimenti di Holmes e dalle sue schermaglie con Watson, possiamo dimenticare l’irritazione iniziale. Ci sono perfino momenti di esuberante montaggio cinematografico (l’attentato durante la messa in scena del Don Giovanni) e ci sono nuovi ingressi nel cast, da Noomi Rapace a Stephen Fry nel ruolo del fratello Mycroft Holmes. Resta tuttavia un’impresa che troppo si compiace degli eccessi e che tutto fa ed affastella per sbalordire. Dove è finita la finezza britannica?

Voto: 5,5

Gabriella Aguzzi