La Casa nel Vento dei Morti

23/04/2012

di Francesco Campanini
con: Luca Magri, Francesco Barilli, Marco Iannitello, Sara Alzetta, Nina Torresi

Un horror padano. Eppure la definizione risulta riduttiva. Perché ciò che colpisce e affascina in “La Casa nel Vento dei Morti” di Francesco Campanini e ci fa dire, con soddisfazione, che il Cinema Italiano ha da mostrare nuovi talenti con qualcosa di nuovo da dire è proprio questa commistione di temi, qualcosa che va oltre i confini del cinema di genere mescolando noir, horror e thriller e spiazza deragliando improvvisamente dai binari. Il film di Campanini parte infatti col sapore di un gangster movie, storia di una rapina andata a male, di fughe e dissidi all’interno della banda di disperati per sfociare improvvisamente nell’inquietudine di un mistero e assumere le tinte cupe e violente dell’horror. Un horror anomalo, però, proprio per questa marcia di partenza e per il clima in cui è immersa la vicenda. L’ambientazione è infatti negli Anni Quaranta e chi ordisce la rapina è un attore caduto in disgrazia che, dopo aver recitato a fianco di Osvaldo Valenti e Luisa Ferida, è rimasto inviso per le sue scelte e non ha più avuto scritture. E a far da cornice sono gli Appennini emiliani, uno scenario di fuga on the road anch’esso anomalo, perché nulla è convenzionale in questo film che sta a dimostrarci come, anche con un budget ridotto, ma con molto coraggio e vero amore per il Cinema, si può realizzare qualcosa di interessante.
Francesco Campanini rende merito a chi lo ha accompagnato in questa avventura e prima di tutto a Luca Magri che, oltre ad essere il protagonista, è anche l’autore del soggetto. Ed è un piacere parlare con loro al termine della proiezione e scoprire altri segreti. Ad esempio che Francesco Barilli, che veste i panni del più anziano dei rapinatori, ha anche diretto una scena, e precisamente quella del “film nel film”, uno spezzone che mostra il “glorioso passato” cinematografico del protagonista. “Barilli è stato per me un maestro e con questo affiatato gruppo di amici ci siamo veramente divertiti a girare il film. Rispetto al mio primo film ‘Il Solitario’, che era prettamente un noir, abbiamo voluto inserire questa chiave horror per un lavoro più completo e complesso. E ancora una volta il merito è da dividere con Luca Magri”.
“Mi intrigava l’idea di mescolare differenti influenze cinematografiche – dice l’attore sceneggiatore – dagli horror di Tobe Hooper a film degli Anni Quaranta come Ossessione di Visconti. E ci è piaciuto ribaltare anche tutte le aspettative e le convenzioni: i personaggi femminili non sono le vittime ma la minaccia.” “Come è nata l’idea, originalissima, di questo protagonista, attore del passato che si mette ad ideare una rapina?” Luca Magri ride “Perché come tutti gli attori combina disastri”. Ma poi racconta  come gli sia piaciuto creare questo personaggio "opportunista e contradditorio che dai fasti del cinema si ritrova a fare il criminale per caso dopo che i tempi sono cambiati, umano e generoso e allo stesso tempo vigliacco" e come l’impulso (e, ancor prima del film, la voglia di fare cinema) sia nato dalla passione per le pellicole del passato; e che sia un film realizzato da autentici cinefili, da chi del Cinema conosce ed ama la storia e le basi, si avverte in modo inequivocabile ed è anche questo che lo rende speciale. Una passione collettiva, perché a produrre e ad aiutare il film si sono messi in tanti, anche chi abitualmente non lavora nel cinema.
Finalmente, possiamo anche aggiungere, un film dalla parlata vera, sia nei dialoghi che nella recitazione, non funestato dal fasullo accento televisivo, ma reso ancor più vivo dalla cadenza emiliana che si sposa in modo estroso ai ritmi di un gangster movie “sui generis”. Per le location hanno giocato in casa. “Mi hanno sempre attirato quei luoghi montuosi attorno a Parma – racconta il regista – Li ho visti come lo scenario adatto per una fuga. E cercando quelli più adatti ne ho scoperti di nuovi”.
In questi luoghi i protagonisti calano lentamente e gradualmente in un incubo. Rabbia e disperazione li spingono verso una casa che sembra abbandonata, le cui imposte sbattono nel vento come un’oscura minaccia premonitrice, una vecchia inferma, strane fotografie nei cassetti... Anche lo spettatore percepisce una strana sensazione: il coté noir ormai è lasciato alle spalle e ci siamo inoltrati senza ritorno nei sentieri tenebrosi dell’horror.
Nelle Sale da venerdì 27 aprile

Voto: 7,5

Gabriella Aguzzi