Marley

23/06/2012

di Kevin Mcdonald
con: Documentario

“Let’s get together and feel allright”

Esce nelle sale di tutta Italia per un solo giorno, il 26 giugno, secondo la stessa operazione che aveva segnato come unico evento il documentario di Scorsese su George Harrison, per poi essere distribuito in DVD a ottobre, il documentario autorizzato su una delle più grandi leggende della musica: Bob Marley.
Senza la retorica che pericolosamente avrebbe potuto accompagnare il film, il regista Kevin Macdonald lascia parlare le voci di chi lo ha conosciuto, ma soprattutto la voce di lui, Bob Marley, che vibra nelle canzoni e nei messaggi d’amore, la sua musica e la potenza di ciò che ha rappresentato, fino a farne emergere un ritratto completo e toccante accompagnato da tutta la forza del reggae. Un’impresa difficile, considerando che il materiale filmato reperibile, soprattutto per quanto concerne la prima lunga parte della sua carriera, è pochissimo e i documentari, sappiamo, reggono sulle immagini. Eppure, con l’aiuto della famiglia di Bob Marley che per la prima volta ha autorizzato l’utilizzo dei propri archivi privati, la lunga intervista alternata che racchiude circa trenta testimonianze e attraverso la quale si ripercorre tutta la sua vita, non cede ad un attimo di noia, e i 140 minuti scorrono rapidamente. Forse convenzionale, si potrebbe obiettare, eppure il film di Macdonald ha un’anima, dovuta a quella magia che Bob Marley emanava e che incanta tuttora.
Chi è stato in visita al paese natale di Bob Marley può testimoniare quanto la commozione sia ancora forte ed immutata, ed è la stessa testimonianza che emerge dai bellissimi titoli di coda (restate fino alla fine!) che mostrano – anche qui senza retorica alcuna, solo con la scelta delle immagini – quanto la sua musica abbia unito il mondo. Figlio di un bianco e di una nera, deve forse a questo suo senso di non appartenenza la poesia e la rabbia che l’hanno reso grande. Proprio da Nine Mile parte il racconto che si snoda poi attraverso i grandi concerti, le donne della sua vita, le passioni, ne descrive il carisma che lo ha portato a divenire il protagonista di una leggenda mai tramontata, commuove in maniera profonda e sincera quando descrive i suoi ultimi mesi, il momento in cui la malattia lo costrinse a tagliarsi i capelli, la forza che lo sostenne sul palco fin quasi all’ultimo. Con il sottofondo di quei brani indimenticabili (tra cui, inedita su disco, l’interpretazione di Jammin al concerto One Love Peace del ’78) attraverso i quali ha parlato in ugual modo agli oppressi di tutto il mondo.

Voto: 7

Gabriella Aguzzi