Biancaneve e il Cacciatore

11/07/2012

di Rupert Sanders
con: Kristen Stewart, Charlize Theron, Chris Hemsworth, Sam Claflin, Ian McShane, Bob Hoskins, Ray Winstone, Nick Frost

Sull’onda della rilettura delle fiabe esce, a nemmeno tre mesi di distanza dalla Biancaneve di Tarsem Singh con Julia Roberts nelle vesti della regina cattiva, questa nuova Biancaneve di Rupert Sanders in versione marcatamente gotico-fantasy. Tutto è dark in “Biancaneve e il Cacciatore”, dalle atmosfere cupe agli abiti scuri che nulla hanno a che vedere coi colori che vestono la Biancaneve del nostro immaginario fiabesco. La perfida Regina – una smagliante, bellissima, diabolica Charlize Theron - usa la magia nera per perseguire la propria disperata, folle ossessione di bellezza e giovinezza eterne, perseguitata da un passato tenebroso che l’ha condannata all’odio e al mito di sé. Biancaneve è una guerriera in corazza, coraggiosa, volitiva, pura, predestinata a salvare il Regno: segregata nella Torre fugge sfidando le maledizioni della Foresta Stregata e, addestrata a combattere dal Cacciatore mandato ad ucciderla, si mette alla guida degli oppressi; Kristen Stewart le dà grinta e rabbiosa determinazione in luogo di dolcezza e fragilità. I Nani (una sontuosa riunione del Cinema britannico, da Ian McShane a Bob Hoskins, da Ray Winstone a Toby Jones) sono dei ribelli reietti, chi inasprito, chi cinico, chi ubriacone. E poi c’è il Cacciatore, personaggio marginale nella fiaba e qui eroe della vicenda a fiancheggiare la sfida tra le due donne, una antitesi dell’altra. Il Cacciatore, che ha il carisma e la prestanza atletica del “Thor”  Chris Hemsworth, si è ridotto a un mercenario ubriacone in seguito alla vedovanza, ma l’incontro con Biancaneve risveglia in lui la voglia di rivalsa. Resta l’opaca figura di un Principe Azzurro, un giovane Duca amico d’infanzia della Principessa Biancaneve, e l’incertezza tra la reinterpretazione in nero e la fedeltà alla favola non ne cancella la figura dalla trama, togliendo quindi al Cacciatore del titolo la possibilità di essere protagonista assoluto anche della storia d’amore.
Sanders approda al Cinema dalla pubblicità e si sforza quindi, con successo, di dare sfogo a tutto il suo talento visivo ed estetico. Ma laddove il film affascina in visionarietà (i voli di corvi, le trasformazioni della malvagia Ravenna, le tentazioni e gli incubi della Foresta Stregata) zoppica a livello narrativo e di sceneggiatura. Sembra sempre promettere sviluppi e ambiguità che poi sciupa perdendo gli spunti per strada (il dubbio del Cacciatore sull’uccidere Biancaneve per riavere la moglie perduta, la possibile rivalità tra i due uomini per l’amore di lei). Il film abbonda in materiale, mettendo troppa carne al fuoco, perfino gli squarci sul passato di Ravenna e il background dei personaggi vanno ad affastellarsi inutilmente creando più confusione che fascino. E anche questa versione epica, più alla Signore degli Anelli, non convince interamente. Noi nostalgici continuiamo ad amare l’immortale Biancaneve di Disney, alla quale non mancavano neppure gli elementi horror!

Voto: 6,5

Gabriella Aguzzi