La Parte degli Angeli

17/12/2012

di Ken Loach
con: Paul Brannigan, John Henshaw, Roger Allam, Gary Maitland, Jasmin Riggins

Ken Loach non tradisce se stesso. Chi lo ha conosciuto ed amato come regista impegnato, di denuncia, cantore della classe operaia con crudo, eppur poetico, realismo, non resterà deluso se ora il regista sceglie e prosegue, come già con “Il mio amico Eric”, la via della commedia. Perché ancora parla di temi sociali, quali la riabilitazione di giovani delinquenti dal background disastrato, ma lo fa con la lievità in luogo della retorica e col sorriso anziché con la rabbia. E questa è la chiave vincente. La desolazione di una Glasgow con poco futuro, scenario di storie di sbandati, resta lo sfondo vivo per raccontare una redenzione col tono divertito di una favola.
Ken Loach e il suo sceneggiatore Paul Laverty ci dicono che per chiunque è possibile una seconda occasione, ma lo strumento per coglierla e cambiare vita è il “colpo grosso” in una distilleria, il whiskey è l’arma di riscatto e “la parte degli angeli”, quella che evapora dallo scotch, è lasciata all’unico che, contro la prevenzione e l’ostilità di tutti, ha dato fede alla volontà di un cambiamento anche nell’ultimo dei reietti. Ottimismo fiabesco e affresco sociale si fondono con sorprendente scioltezza in una commedia sottile e arguta dai ritmi perfetti e dal sapore agrodolce, dove la comicità entra con passo leggero ad equilibrare le riflessioni ben più serie dei suoi sotterranei. Si pensi al folgorante inizio con i processi ai ragazzi destinati al recupero attraverso lavori socialmente utili o al viaggio di ritorno dalla distilleria con il prezioso bottino. Un film dall’impatto forte come il profumo del whiskey, ma che evapora nella leggerezza del sorriso.

Voto: 7,5

Gabriella Aguzzi