Grandi Speranze

24/12/2012

di Mike Newell
con: Jeremy Irvine, Holliday Grainger, Ralph Fiennes, Helena Bonham Carter, Robbie Coltrane

Grandi speranze (grandi aspettative, per la precisione) erano anche quelle che nutrivamo attorno a questa pellicola. Ma come per mr Jaggers nei confronti di Pip, molte sono andate deluse.
Il “romanzo della vita” di Dickens, pieno di suggestioni, colpi di scena e temi e toni presenti in tutta la sua narrativa; un regista abile e di gusto; un cast notevole, almeno nelle seconde linee – tutto ciò ci faceva attendere il film con interesse. E, durante la prima parte del film, questa attesa sembrava ben riposta, ben oscillando la regia tra un accurato realismo storico e una fantasia espressionistica di stampo burtoniano per le scene più oniriche (quelle con miss Havisham), il tutto attraversato da un soffuso umorismo che fa da contraltare a una sottile vena horror . Poi, quando Pip cresce e gli eventi incalzano, il film si trasforma in una sorta di digest televisivo, procedendo per un accumulo di rivelazioni che si accavallano con ben poco pathos su personaggi per lo più privi di spessore (molto meglio i coprotagonisti o addirittura i comprimari dei due scialbi e antipatici “eroi” Pip ed Estella, anche perché gli interpreti scelti sono monocordi e banali: assai più riuscite le loro incarnazioni “da piccoli”), alternando gli affrettati (e tuttavia “telefonati”) colpi di scena a tediosi tira e molla sentimentali.
Crediamo che la trama non necessiti d'essere raccontata, perché chi ha letto il libro, o visto uno dei numerosi precedenti cinematografici, già la conosce; e chi ancora non la conoscesse può perdere gran parte dell'interesse e del divertimento. Basti dire che segue, come sempre accade nei “romanzi di formazione” dell'800, la vita avventurosa di un ragazzo, da quando, ancora bambino, incontra e sfama un evaso, a quando, ormai adulto, coronerà il sogno della sua vita: per arrivarci incontrerà molte persone, avrà molte fortune ma anche molti dolori, protettori e nemici, ma alla fine il suo buon cuore sarà rimeritato. Dickens però non è un pedante moralista, ma un affabulatore e un gran ritrattista di tipi umani e la forza del suo romanzo, così come del film, sta nei personaggi. Con piacere incontriamo il mite fabbro Gargery (Jason Flemyng) e la sua odiosa moglie bisbetica (Sally Hawkins), la misteriosa, dolente e stralunata Miss Havisham (Helna Bonham Carter, che ormai rifà sempre il proprio stereotipo), il simpatico impiegato Wemmick che vive col padre sordo in un mondo tutto suo ( Ewen Bremner), l'avvocato Jagger, deus ex-machina di tutta la complessa vicenda (Robbie Coltrane), e il gran Magwitch, il terribile assassino che ama Pip come un figlio (Ralph Fiennes). Come si diceva all'inizio, ahimé proprio gli “attor giovani” lasciano alquanto perplessi: Jeremy Irvine nel ruolo di Pip e soprattutto il rivale Ben Lloyd-Hughes Bentley Drummie, che non si capisce perché tutti trovino cattivo, se non per il fatto di essere appunto il rivale) e Hollyday Grainger (la fredda Estella) sembrano più adatti  a uno sceneggiato televisivo che a un film che vorrebbe staccarsi da questo modello. Ma nel quale, irrimediabilmente, precipita.

Voto: 6,5

Elena Aguzzi