Jack Reacher

07/01/2013

di Christopher McQuarrie
con: Tom Cruise, Rosamund Pike, Richard Jenkins, David Oyelowo, Werner Herzog, Robert Duvall

Una strage: 6 colpi sparati da un cecchino, 5 morti, innocenti passanti senza nulla che li accomuna. Gli indizi convergono tutti su un ex militare squilibrato, il quale chiede di cercare tale Jack Reacher. Reacher è un ex poliziotto militare, che vive isolato dal mondo, non rintracciabile. Ma, appresa la notizia dalla tv, si reca lui stesso dall'uomo, nel frattempo andato in coma dopo un pestaggio mentre lo portavano in carcere. Reacher sembra non avere nessun dubbio sulla sua colpevolezza, ma, maniaco della perfezione, preferisce andare più a fondo....
Perché  trarre un film dal nono romanzo di una serie di 17 libri, i best sellers di Lee Child che hanno per protagonista l'enigmatico Jack Reacher? Semplice, perché questo è il romanzo che non solo si prestava meglio a una messa in scena, ma che meglio introduceva il personaggio. Chi lo conosce, non deve sorbirsi tutti i preamboli, come quando viene tratto un film da un eroe dei fumetti, chi non lo conosce, ha modo di farlo nel più avvincente dei modi.
Il film convince (quando l'autore di un romanzo appare come comparsa,è una garanzia...) , ma al contempo lascia, uscendo, un senso di insoddisfazione. Guardiamo il perché di queste due sensazioni contraddittorie.
Cominciamo col dire che il regista, Christopher McQuarrie, non è solo un buon regista, ma anche, e soprattutto, un bravo sceneggiatore (ricordate “I soliti sospetti”?), e come tale sa trattare la materia in modo da essere fedele ma anche “cinematografico” e non illustrativo; sa tratteggiare un personaggio con una sola battuta; soprattutto sa – e ciò è fondamentale in una storia di indagine – mettere tutti i dettagli e le informazioni al posto giusto. Anche se a qualcuno la soluzione può apparire “ a sorpresa”, in realtà ci sono tutti gli indizi per arrivarci da soli. E qui la cosa che più ci  piaciuta è che tali indizi non sono tanto “detti”, quanto mostrati. Tu vedi ciò che vede Reacher, e se sei altrettanto sagace puoi trarne le medesime conclusioni.
Il cast, poi. Se la riuscita o meno di un film è dovuta in larga parte alla riuscita o meno di un cast, la cosa diventa capitale se il film è tratto da un libro: “è come me lo immaginavo” o “non è come lo immaginavo” diventa un metro di giudizio insindacabile, e siccome ogni lettore ha un immaginario diverso la questione diventa alquanto gravosa da risolvere. McQuarrie e i produttori hanno optato per una somiglianza non fisica ma psicologica. Scelta azzeccata in pieno coi comprimari: segnalazione speciale per l'immarcescibile Robert Duvall e per un inquietante Werner Herzog che ha un futuro assicurato da attore qualora decidesse di ritirarsi come regista. Assai meno convincente la Pike, non solo poco adeguata al ruolo, ma poco adeguata e punto: sgrana gli occhioni, aspetta vanamente per tutta la storia che Cruise la baci e, da buon avvocato, è vestita in modo impeccabile. E veniamo a Tom Cruise, perché le nostre sensazioni contraddittorie nascono proprio da lui. Cruise è bravo, è bello, è simpatico, è atletico (gira le scene di inseguimento e lotta senza stuntman, si specifica orgogliosamente nelle note di produzione) e, incredibilmente, è anche giusto come Reacher, sa dargli spessore, umanità, cinismo, impenetrabilità, ironia (certe battute sono degne dei cattivi Disney!). E allora? E allora strafà. Ormai un film con Tom Cruise è peggio di un film con Steven Seagal, qualunque cosa sia, anche un dramma sui profughi curdi, finirà a scazzottate.
Va benissimo che il film rimandi con piacere cinefilo al cinema d'azione degli anni '70 (c'è un inseguimento contromano che richiama tantissimo i film di Friedkin, ma è pregevolissimo anche l'inizio, con la sequenza della sparatoria attraverso il mirino, e il montaggio serrato della raccolta degli indizi), ma quando tutto si risolve poi con le mani per mostrare appunto quanto è figo il nostro Cruise allora ci cascano un po' le braccia. Per non parlare poi dell'ultima sequenza “ a effetto”, in stile lancia-sequel. Gira e rigira il film alla fine mostra ciò che è realmente, non un'opera di McQuarrie ma di Tom Cruise.

Voto: 7

Elena Aguzzi