World War Z

02/07/2013

di Marc Forster
con: Brad Pitt, Mireille Enos, Pierfrancesco Favino

Di film sull’umanità trasformata in zombi dal dilagare di un’epidemia ne abbiamo ormai visti a centinaia e quest’attesissimo World War Z non aggiunge nulla al filone, se non l’esaltazione di Brad Pitt nei panni dell’eroico salvatore della razza umana.
Tutto parte con una giornata tranquilla di una famiglia tranquilla. Ma, come ancora è luogo comune nel genere horror catastrofico che tanto va per la maggiore nel Cinema Americano, la tranquillità può essere minata da un secondo con l’altro da una minaccia che sconvolge il mondo – sia essa di alieni, zombi, mostri o calamità naturali: varia solo il motivo – e il panico è dietro l’angolo. La città entra nel caos, i vicini di casa si trasformano in esseri mostruosi che si moltiplicano a vista d’occhio tramite il contagio, non c’è via di fuga e l’ex agente ONU viene richiamato in servizio per arrestare l’orda degli zombi e salvare non solo la sua famiglia ma il mondo intero.
Il problema più grave del film, oltre al dèjà vu, è l’assenza di drammaticità, di disperazione, di angoscia che tale situazione dovrebbe provocare e che si riscontra invece in ben più illustri predecessori. Di fatto il film di Marc Forster tratto dal libro di Max Brooks (che adatta concentrandosi su un unico protagonista) fa leva più sull’azione e gli effetti speciali che sulla tragedia della subitanea trasformazione di persone care in mostri disumani da combattere e sterminare, sulla spettacolarità (il set percorre mezzo mondo), sulla suspense e su rocambolesche invenzioni catastrofiche ad effetto e grandiose scene di massa che rendono l’orrore solo esteriore. Ben confezionato, di buon mestiere, ma tutto si ferma qui.

Voto: 6

Gabriella Aguzzi