Miss Violence

08/11/2013

di Alexandros Avranas
con: Themis Panou, Eleni Roussinou

Intenso ed agghiacciante ritratto di famiglia che spiazza nel suo procedere narrativo. Claustrofobico e soffocante crea un dilagante disagio fino a colpire con più ferocia.
Tutto inizia con una festa di compleanno che sfocia in un inatteso e apparentemente inspiegabile suicidio. E quella che sembra la fotografia di una famiglia chiusa nell’elaborazione di un lutto attorno al nonno padrone che ne regge le fila rivela nelle sue pieghe una sottile inquietudine (accentuata anche dall’incertezza dei legami famigliari dei protagonisti che aumenta la confusione dello spettatore) fino a spiegare la figura di un mostro.
Il gruppo di famiglia dolente si trasforma quindi in un inferno dove anche il silenzio e il segreto sono violenza.
Oltre non vogliamo dire della trama di un film che si sviluppa in un soffocato crescendo di orrore, ma comprime ogni violenza nel suo interno, con lo stesso silenzio che contamina i suoi protagonisti. Girato con glaciale freddezza, ancor più terribile perché privo di ridondanza, come si parlasse della quotidianità di vite comuni, il film di Alexandros Avranas, Leone d’Argento a Venezia per la Miglior Regia, rivela stile fin dalla scena iniziale, concedendo inquadrature spiate verso un mondo in cui si teme di entrare, osservando con raggelata distanza, e riunisce ogni mostruosità in un microcosmo, una prigione vista da porte ostinatamente richiuse.
Premiato con la Coppa Volpi, l’attore Themis Panou domina il film con la sua luciferina deformità.

Voto: 7,5

Gabriella Aguzzi