Saving Mr. Banks

20/02/2014

di John Lee Hancock
con: Emma Thompson, Tom Hanks, Colin Farrell, Paul Giamatti

Il retroscena della nascita di Mary Poppins, il film che tutti da bambini abbiamo amato. Una nascita travagliata perché l’autrice Pamela Lyndon Travers, ostinatamente sorda per anni ai richiami di Walt Disney innamoratosi del libro ed altrettanto ostinato a farne un film, si rifiutava a cederne i diritti nella paura di vedere la sua bambinaia magica circondata da cartoni animati e canzoncine finendo a volare in un musical colorato. Arrivò così a Hollywood decisa a contestare ed ostacolare ogni decisione di Disney e dei suoi sceneggiatori, a mettere il veto su tutto per evitare che la sua Mary Poppins perdesse il vero spirito e la magia.
Sulle autentiche registrazioni delle sedute in cui la scrittrice rende la vita impossibile agli sceneggiatori si basa Saving Mr. Banks (e questa ne è la parte più gustosa), ma se pensate di trovarvi davanti a un documentario del “dietro le quinte” di un film siete in errore, perché è molto di più della cronaca di curiosità e segreti.
Innanzi tutto il film di John Lee Hancock ha tutta la leggerezza dei classici Disney, il candore dei sentimenti anche se dosati da un realismo pratico (il discorso strappalacrime con cui Disney convince alla fine la scrittrice non è forse dettato dal fermo proposito di “portare a casa” il film?) ed Emma Thompson nel ruolo acido e spinoso di Pamela Lyndon Travers è come sempre strepitosa. Il veleno delle sue risposte e la battaglia con Tom Hanks nei panni di Disney valgono già il prezzo del biglietto.
Ma è anche il racconto della nascita stessa di Mary Poppins. Alternando due diversi piani narrativi, il film ondeggia tra gli Studios hollywoodiani e l’infanzia australiana dell’autrice e il rapporto con un padre meraviglioso ai suoi occhi di bambina (tanto che ne assunse poi il nome) ma tristemente fallito e dedito all’alcol. Si spiegano così via via le ragioni di tanto suo astio e della freddezza che la domina, il perché delle sue fobie, la creazione di Mary Poppins, perfino alcuni dialoghi dei personaggi del libro, l’ostinazione con cui difende Mr. Banks perché il film non lo muti, non ne faccia un uomo burbero, ma l’uomo che con due penny ripara l’aquilone ai suoi bambini. Giocando qui con più libertà fantastica, il film alterna sequenze e canzoni del Mary Poppins cinematografico al turbinio dei pensieri di Pamela Travers, per raccontare come si è arrivati a questa o a quella scena, e il suo viaggio a Hollywood diviene il suo viaggio interiore per salvare Mr. Banks.
Tanto Disney da un lato è deciso a restare fedele alla promessa fatta alle figlie di fare di Mary Poppins un film, tanto la Travers è decisa a restare fedele al ricordo del padre – interpretato da Colin Farrell, sugli schermi in questi giorni anche in “Storia d’Inverno” – e a quel vento dell’Est che ha portato Mary Poppins non per salvare i bambini ma per salvare lui.
Una fiaba Disney? Forse, con quella dose di ironia e di melodramma che le conviene, di sorrisi e di lacrime. E per una volta la traduzione italiana è ben curata, rispettando battute e canzoni così come tutti le ricordano e lasciando in originale l’intraducibile gioco di parole del titolo.

Voto: 6,5

Gabriella Aguzzi