Jersey Boys

19/06/2014

di Clint Eastwood
con: John Lloyd Young, Erich Bergen, Michael Lomenda, Vincent Piazza, Christopher Walken

Amante della musica e compositore a sua volta Clint Esatwood non poteva esimersi dallo sperimentare, nella sua perlustrazione dei generi cinematografici, il musical. Ma Jersey Boys, che traduce in film l’omonimo successo di Broadway, non è il classico musical (tranne nella scena finale sui titoli di coda che volutamente omaggia il genere) bensì un film biografico, genere invece già sperimentato con J. Edgar, a cui Eastwood conferisce la sua personale impronta registica. Nel ripercorrere l’ascesa carrieristica e privato declino del gruppo musicale Four Sesasons e in particolare della sua voce Frankie Valli, il film è uno spaccato d’epoca dal sapore nostalgico e dalla rievocazione splendida in cui le musiche fanno da filo conduttore e si inseriscono alla perfezione, sia narrativamente che come commento. E parte da uno spaccato di “ragazzi di vita” cresciuti all’ombra della mafia ai quali la musica, il palcoscenico e la conseguente fama sono l’alternativa ad un orizzonte di malavita. E la possibilità di cantare non solo sotto i lampioni ma sotto i riflettori una strada che non passa necessariamente attraverso le porte girevoli del carcere.
A questa opportunità è grato Frankie, che ha mutato in Valli il nome troppo italiano di Castelluccio, legato con un debito d’amicizia al più brillante e intraprendente Tommy De Vito, che lo toglie dalla strada offrendogli una chance e si fa leader del gruppo, ma impetuoso e scatenato non ne sa poi gestire il successo. Storia di amicizie, di una favola troppo grande che mentre brilla le spezza perché non ne sa sostenere il peso.
Il film offre il suo meglio nell’inizio dal sapore quasi “scorsesiano”, illuminato da lampi di ironia, con una fotografia dai colori virati di una vecchia cartolina, mentre nella parte più malinconica si fa anche più ovvio e convenzionale e palesa alcune lungaggini. Innegabile tuttavia il polso dell’Autore, sia nella ricostruzione d’epoca che negli espedienti narrativi. Esatwood mantiene il racconto a quattro voci del musical originale (le Four Sesasons del nome e della vita), coi protagonisti a guardare in macchina nei passaggi del racconto. Un sempre grande Cristopher Walken interpreta il boss Gyp De Carlo.

Voto: 7

Gabriella Aguzzi