Pazza Idea

19/08/2014

di Panos H. Koutras
con: Kostas Nikouli, Nikos Gelia

Il titolo italiano fa leva sulla presenza di Patty Pravo, che appare in un cameo finale nel ruolo di se stessa. Ma è “Tutt’al più” la canzone culto dei due fratelli protagonisti, metà greci metà albanesi, cresciuti senza un padre e senza un’identità e nel mito della canzone pop italiana e della sua interprete simbolo, un’unica eredità lasciata da una madre distratta e alcolizzata. Il titolo originale, Xenia, nome di un hotel in abbandono in cui si rifugiano per una notte, si riferisce con ironia amara a quell’ospitalità perduta di cui i due ragazzi, stranieri in patria, vanno alla ricerca.
Come da tradizione greca che si rispetti, quello di Dany e Ody, uno gay e minorenne l’altro etero e appena diciottenne, è un viaggio, un’Odissea (ed è Odysseus il nome marcatamente e volutamente greco del fratello più grande). I due fratelli partono alla ricerca del padre mai conosciuto se non in una remota infanzia, nella speranza di farsi riconoscere quella nazionalità che darebbe loro una diversa ragione di esistere in una terra che attraversano da estranei a metà. Nel contempo vanno alla ricerca di un successo canoro per giovani talenti, all’inseguimento di provini televisivi, con tanta speranza e quell’unico bagaglio lasciato loro da ciò che è restato di una famiglia.
Sono dunque i grandi temi che pulsano sotto i colori sgargianti ma mai felici di cui la loro storia si riveste. Dietro lustrini e motivi musicali passati di moda, Panos H. Koutras racconta la mancanza affettiva, la non appartenenza, l’essere due volte diversi, l’amarezza, l’abbandono, il bisogno di un’identità, il viaggio come crescita e anche i traumi del sempre difficile e doloroso passaggio della linea d’ombra.
Emblematica, a questo proposito, l’immagine del coniglio bianco. Tra molte visioni – e da autentico cinefilo il regista cita anche “La morte corre sul fiume” – il film lascia in sospeso il confine tra illusione e realtà, anche nel finale. Ma sempre con quella leggerezza che relega la malinconia in un angolo, sostituendo i miti pop ai miti greci del passato per fare della storia universale di Dany e Ody una favola d’oggi.

Voto: 7,5

Gabriella Aguzzi