Interstellar

07/11/2014

di Christopher Nolan
con: Matthew McConaughey, Anne Hathaway, Jessica. Chastain, Michael Caine

Consentiteci una piccola blasfemia: i paradossi spazio-temporali sono più adatti alle commedie, tipo “Ritorno al futuro” o “Ricomincio da capo”, che alla fantascienza, poiché questa cerca di darci delle giustificazioni appunto scientifiche dove invece dovremmo sospendere il giudizio logico. Qui poi siamo dalle parti del finale di “2001 Odissea nello spazio”, fin troppo citato, con l'aggiunta di una laboriosa spiegazione che spegne il pathos di una pellicola altrimenti entusiasmante.
Inizio formidabile, con testimonianze in stile documentario tv che parlano al passato di un possibile futuro, visivamente simile al presente, ma dove una sorta di pestilenza vegetale ha provocato una carestia su scala mondiale e dove la presenza in più di continue tempeste di sabbia fa presagire la prossima fine dell'umanità. La sola salvezza – comunicata all' ex astronauta Cooper e a sua figlia Murph da una sorta di poltergeist che gioca con la gravità – pare essere la colonizzazione di altri pianeti, su altre galassie raggiungibili da una sorta di piega nello spazio che consente di viaggiarci attraverso risparmiando innumerevoli anni.
Cooper accetta di partire, col miraggio di poter salvare l'umanità, e in particolare la famiglia. Ma non ha fatto i conti con la legge di relatività, e con gli scienziati della Nasa. Colpi di scena narrativi ed emotivi costellano i 168 minuti del film, minuti che paiono soggetti anche loro alla relatività: da un lato scorrono velocissimi trascinandoci nel gorgo dello spazio, dall'altro sembrano dilatarsi fino a farci conoscere i personaggi come se li osservassimo da molto più tempo (per esempio una serie di 10 puntate) e facendoci partecipare alle loro emozioni. Nel frattempo Nolan sfoggia il meglio e il peggio del proprio repertorio: una storia incredibile resa credibilissima, suspense, momenti di poesia, impatto visivo strabiliante (il film è girato su pellicola Imax e non si sente affatto la mancanza del 3D), un interrogarsi sul tempo e la memoria che supera il filosofico per diventare esigenza vitale; ma anche baccano, rimandi troppo palesi alle opere precedenti (Inception su tutte), e il continuo bisogno di spiegare. Così certi discorsi sulla quinta dimensione, una scena che dovrebbe essere clou e risulta imbarazzante e verbosa, e un finale stiracchiato e buonista gettano un'ombra su tutta l'opera, lasciando lo spettatore più con l'amaro in bocca che col fiato mozzato.
Il 2014 è l'anno di grazia di Matthew Mc Conaughey, che con “Dallas Buyers Club” e “True Detective” si è scrollato di dosso per sempre l'etichetta di “pezzo di manzo texano”. Qui non fa nulla di superlativo, ma dosa in maniera egregia fisicità e sensibilità, desiderio un po' nomade da pioniere esploratore e attaccamento alla famiglia. Accanto a lui un cast efficace in cui spiccano Jessica Chastain, il solito Michael Caine e un non accreditato Matt Damon.

Voto: 7

Elena Aguzzi