Magic in the Moonlight

06/12/2014

di Woody Allen
con: Colin Firth, Emma Stone, Eileen Atkins, Marcia Gray Harden, Simon McBurney, Hamish Linklater, Jacki Weaver

Tutti abbiamo bisogno di illusioni per vivere. E’ il motivo ricorrente di Woody Allen che ama popolare il suo Cinema di maghi, illusionisti, prestigiatori e indovini, spesso ciarlatani e fasulli, ma lo colma anche di prodigi e vero incanto. Da Ombre e Nebbia a La maledizione dello Scorpione di Giada, da Oedipus Wreks (episodio di New York Stories) a Scoop, da Incontrerai l’Uomo dei tuoi Sogni a questo suo ultimo, delizioso, Magic in the Moonlight la galleria di incantatori è fitta. Ma se da una parte ne sorride e li smaschera dall’altra la magia irrompe nelle sue favole più belle, come quella dell’eroe di celluloide che per amore esce dallo schermo in La Rosa Purpurea del Cairo o dello scrittore che vagando in una Parigi notturna si ritrova a discorrere con Hemingway in pieni Anni Venti. Perché tutti vogliamo credere nel sogno.
E’ la contraddizione che vive il prestigiatore cinese Wei Ling Soo ovvero Stanley Crawford, l’arrogante e raffinato inglese che si cela sotto le sue spoglie. Il cinico protagonista di Magic in the Moonlight crede nel proprio talento, ma non crede agli impostori che vantano poteri paranormali e il suo godimento preferito sta nello smascherarli senza mai fallire. Ma una parte di lui spera di essere in errore, e attende con fanciullesco stupore di credere all’impossibile, di veder crollare le proprie certezze e spezzare la propria corazza scettica, di ammettere l’esistenza di un Aldilà. Ma forse vi sono altre piccole magie, quella di un innamoramento irrazionale e del chiaro di luna.
Magica è tutta l’atmosfera che Woody Allen riesce a ricreare negli amati, favoleggiati Anni Venti che fanno da cornice elegante e impeccabile, ricostruiti sull’orma degli immortali modelli cinematografici. Illumina i suoi personaggi con la luce della Costa Azzurra e li immerge nei suoi motivi musicali preferiti. E dona a Colin Firth un dialogo delizioso e brillantissimo.
Alternando commedie a film drammatici, dopo l’intenso Blue Jasmine ci regala il respiro di questo godibilissimo film che solo con leggerezza va a sfiorare tematiche più alte. Non sarà da annoverare tra i suoi capolavori (il solo colpo di scena è facilmente prevedibile), ma è un gioiellino confezionato con garbo e perfezione.

Voto: 7

Gabriella Aguzzi