Black Sea

30/04/2015

di Kevin MacDonald
con: Jude Law, Scoot Mcnairy, Ben Mendelsohn

Il capitano Robinson da anni lavora per una compagnia che recupera relitti, ma da un giorno all'altro si ritrova senza impiego né buonuscita. Un amico, appiedato come lui, gli rivela di sapere dove è posizionato, in fondo al Mar Nero, un leggendario sommergibile nazista carico di lingotti d'oro. Ed ecco la folle idea: assortire un po' di ex marinai disperati e provare a recuperare il malloppo prima che ci arrivi la compagnia.
C'è un po' di tutto in “Black Sea”: dalla disperazione dei disoccupati che sognano la grande impresa che, se sopravviveranno, cambierà la loro vita, al thriller adrenalinico con colpi di scena e voltafaccia imprevedibili; ci sono i canoni del film virile d'azione e la loro contraddizione; si spazia dalla trama alla “Tesoro della Sierra Madre” alle atmosfere claustrofobiche di “U-Boot”. E quel che più convince in questo emozionante noir è che la miscela degli ingredienti funziona perfettamente, senza dare l'impressione di mettere troppa carne al fuoco, o di far prevalere una linea sull'altra. Forse appena un paio di scivolate sentimentali di troppo, ma nemmeno tanto, e con psicologie ben precise, che non corrispondono a stereotipi e non sono maneisticamente divise tra buoni e cattivi, sebbene il background dei personaggi sia, giustamente, appena accennato: Jude Law giganteggia con un personaggio un po' Achab e un po' meschino, un po' folle e un po' onesto.
La tragedia è annunciata fin dall'inizio, sai già che, inevitabilmente, la febbre dell'oro contaminerà tutti e tutto, come quei cadaveri aggrappati alla montagna di lingotti; ma la sapiente costruzione narrativa (la sceneggiatura è di Dennis Kelly) sa come dilazionare gli eventi, dare speranza, cambiare rotta, precipitare, sorprendere fino all'ultimo. Il cuore batte a ritmo coi respiratori, coi cigolii del sommergibile, coi manometri che misurano la pressione. A volte viene voglia di entrare nel film per fermare o cambiare un evento, ma è come se fossimo incatenati al fondo del sottomarino, spettatori impotenti. Le luci cariche di buio disegnano l'angusta scenografia e il mare nero come inchiostro, che non dà speranza. Forse.

Voto: 7,5

Elena Aguzzi