Lo straordinario viaggio di T.S. Spivet

27/05/2015

di Jean-Pierre Jeunet
con: Helena Bonham Carter, Judy Davis, Callum Keith Rennie, Kyle Catlett, Niamh Wilson

Se straordinario è il viaggio di T.S. Spivet, piccolo genio che ha inventato la macchina a moto perpetuo, straordinario è il film che ce lo racconta, sospeso tra visionarietà e poesia, con lo stupore degli occhi di un bambino che osserva il mondo in modo diverso.
Il viaggio di T. S. Spivet parte da una sperduta fattoria del Montana, da una famiglia un po’ folle ed eccentrica (una madre ossessionata dalle sue ricerche nel mondo degli insetti, un padre perduto nel mito del vecchio West), segnata da un profondo lutto di cui non fa mai parola: la morte del fratello gemello di T.S. per un accidentale colpo di fucile. Tanto Layton era il piccolo cowboy, orgoglio paterno, quanto T.S. è assorto nello studio e nella passione per le invenzioni. Quando l’Istituto Smithsonian, ignorando di parlare con un bambino, lo chiama a tenere il discorso di ringraziamento a Washington per il prestigioso premio che gli è stato conferito grazie ai suoi progetti, T. S. senza dir nulla parte all’alba per saltare su un treno, con lo zaino contenente tutto quanto ritiene utile.
Inizia così il viaggio fantasioso attraverso un’America onirica e dimenticata, che scorre come in sogno davanti ai suoi occhi pieni di meraviglia e malinconia, verso le torri di Chicago, tra personaggi bizzarri. Il piccolo T. S. porta con sé un fardello troppo grande, che pesa più dell’intelligenza che lo separa dal mondo: è il senso di colpa per la morte del fratello, per cui non si sente amato e non si concede il perdono. Una figurina minuta perduta in un mondo troppo ampio, al quale sente di non appartenere; non farà mai parte di quelle sorridenti famiglie di cartone delle pubblicità, tra cui si mimetizza per sfuggire ai controlli, abituato a guardare il mondo alla rovescia così come viaggia in senso inverso, a bordo di un camper trasportato su un treno.
Il film di Jean-Pierre Jeunet esplora questa cristalleria di sentimenti con tocco originale e sapore di favola, con lirismo ed amarezza, con sprazzi assurdi e invenzioni fantastiche, attraversa paesaggi sconfinati e perduti. Ricorda lo Stephen King delle pagine più belle, ma quello di T. S. non è il passaggio di una linea d’ombra, bensì la storia di un bambino catapultato troppo presto nel mondo adulto. Un gioiellino da non perdere.

Voto: 7,5

Gabriella Aguzzi