Run all Night

07/06/2015

di Jaume Collet-Serra
con: Liam Neeson, Ed Harris, Joel Kinnaman, Common, Vincent D'Onofrio, Nick Nolte

Ricordate “Road to Perdition” (“Chi era mio padre”), il film di Sam Mendes che segna l’ultima, splendida, apparizione di Paul Newman? Il film di Jaume Collet-Serra, pur non pretendendo di esserne un remake ambientato in un’odierna New York, lo rimanda alla memoria per molteplici ragioni: l’amicizia infranta tra il vecchio boss e il suo braccio destro, innanzitutto, la difesa del figlio che porta al riscatto di una vita improntata al sangue, la presenza sul luogo del delitto che scatena gli eventi, la mafia irlandese che volge al declino del suo tempo, la scelta tra fedeltà al clan e affetto di padre, tutti temi portanti dell’uno come dell’altro film.
Qui Liam Neeson è un anziano gangster oberato dai sensi di colpa e in cerca di redenzione che, dopo una vita spesa a lavare i panni sporchi del suo boss ed unico amico (Ed Harris) trova in una notte la via per riscattare il proprio passato nel tentativo di salvare il figlio, che lo aveva rinnegato insieme al suo mondo, anche se questo significa mettersi contro all’uomo a cui era stato a fianco. Momenti di forte intensità, quali la sfida finale tra i due amici, il fulcro passionale e conflittuale del film e le atmosfere notturne e il clima crepuscolare in cui è immerso lo elevano al di sopra di un comune action movie, nel cui filone parzialmente rientra, e fanno perdonare le incongruenze ed ingenuità narrative che non sfuggono ad un’attenta analisi.
Liam Neeson offre un’interpretazione solitaria e dolente che lo distingue dal solito personaggio di invulnerabile vendicatore in cui di recente si stava cristallizzando, in perfetto contrasto con un sempre impeccabile Ed Harris.

Voto: 7

Gabriella Aguzzi