Unfriended

24/06/2015

di Levan Gabriadze
con: Shelley Hennig, Renee Olstead, Will Peltz, Courtney Halverson, Jacob Wysocki

Se il nuovo horror estivo suscita attenzione non è certo per la trama, che rientra classicamente nel genere degli slasher movies. Ad un anno dal suicidio di un’amica un gruppo di ragazzi riuniti in videochat cominciano ad essere perseguitati dalle minacce di un utente sconosciuto: scherzo feroce o spettro vendicatore? Accusati di essere responsabili della morte della ragazza iniziano a rivoltarsi uno contro l’altro mentre il gioco macabro li costringe a morire uno alla volta nei modi più atroci.
E fin qui niente di nuovo. Il nuovo sta nell’esperimento stilistico che racchiude il racconto, tutto nel tempo reale della videochat, in un’unica inquadratura fissa sulla schermata di un computer. Il film di Levan Gabriadze utilizza tutti i mezzi della rete fino all’estremo per raccontare le paure generate dal mezzo stesso. Se il suicidio è stato causato da un tragico scherzo su youtube, così anche il terrore dei protagonisti nasce da una minaccia virtuale che non si riesce né a estromettere né a fermare.
Claustrofobico più che mai, il film rinvigorisce quindi, attraverso la sua audace cifra stilistica, un soggetto piuttosto trito ed estrae tutto il terrore dalla camera chiusa in cui si consuma il dramma, concentrandolo sui volti dei protagonisti e nell’angoscia e rabbia delle loro parole. Nell’inquadratura del computer rimbalzano le scene fisse dei cinque amici su Skype, la schermata della chat, i video che ricostruiscono l’accaduto in luogo dei flash back. Ogni collegamento con l’esterno è racchiuso in un link e nell’aprirsi di finestre su finestre. Un metodo narrativo condotto con voluta esasperazione quasi ad ergersi a simbolo di un modo di vivere deformato da internet.
Che poi attraverso internet giunga anche la vendetta è un motivo che il genere horror gradisce particolarmente.

Voto: 6,5

Gabriella Aguzzi